<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302</id><updated>2011-06-08T08:18:44.182+02:00</updated><title type='text'>Un mese in australia</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-2452408810269000001</id><published>2008-01-10T00:51:00.001+01:00</published><updated>2008-01-10T00:54:54.397+01:00</updated><title type='text'>Ultimo giorno</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ebbene sì, cari amici. Oggi è il nostro ultimo giorno a Sydney e lo dedichiamo a pulire ciò che abbiamo sporcato ed a rifare i bagagli (e meno male che c’è Ale che compatta…).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Alle 16.45 abbiamo il volo dal terminal internazionale dell’Aeroporto di Sydney. Scalo a Bangkok e via a Roma dove, se non ci sono ritardi, arriveremo alle 05.55 del giorno 11. Se riusciamo a farci tutto il secondo volo dormendo, siamo a posto anche con il jet-lag.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Naturalmente il blog non finisce qui. Abbiamo ancora foto e filmati da mettere. Tornate a trovarci alla fine di gennaio per ulteriori novità (prima no perché Santi ha esami, Gianni si deve dar da fare con il nuovo lavoro ed Ale deve capire cosa fare).&lt;/p&gt;  &lt;span style="font-size: 12pt; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-2452408810269000001?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/2452408810269000001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=2452408810269000001' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2452408810269000001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2452408810269000001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/ultimo-giorno.html' title='Ultimo giorno'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-7766908811780831873</id><published>2008-01-08T20:00:00.000+01:00</published><updated>2008-01-14T20:58:03.860+01:00</updated><title type='text'>Manly e… ancora Sydney</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ieri siamo stati a Manly, spiaggia a nord di Sydney, che tutti ci hanno detto essere meglio rispetto a Bondi, spiaggia a sud.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Quindi ferry boat e via. Scoop: il nostro fantastico abbonamento vale anche per andare a Manly, che è praticamente all’altra estremità della baia.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Due parole sulla baia di Sydney. Non è veramente una baia, ma piuttosto l’immenso estuario del Paramatta. È in comunicazione con l’oceano e quindi l’acqua è ovviamente salata, ma ha acque molto tranquille.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il battello ci impiega circa 30 minuti ad arrivare e nel viaggio facciamo qualche foto. Incrociamo perfino dei delfini che ci accompagnano per un po’. Loro sono troppo veloci per riuscire a fare foto, però sono bellissimi.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il tempo non è un gran che. Pazienza.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il nostro obiettivo qui è &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Manly Scenic Walkway"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la Manly Scenic"&gt;la Manly Scenic&lt;/st1:personname&gt; Walkway&lt;/st1:personname&gt;, camminata da &lt;st1:metricconverter st="on" productid="9 km"&gt;9 km&lt;/st1:metricconverter&gt; lungo &lt;st1:personname st="on" productid="la baia. In"&gt;la baia. In&lt;/st1:personname&gt; realtà sono &lt;st1:metricconverter st="on" productid="10 km"&gt;10 km&lt;/st1:metricconverter&gt; e, come ci avevano detto all’inizio, il percorso non è facilissimo (saliscendi, zone con sassi sabbiosi e quindi molto scivolosi, scale ripidissime) però ciò che vediamo merita sicuramente &lt;st1:personname st="on" productid="la camminata. Ogni"&gt;la camminata. Ogni&lt;/st1:personname&gt; promontorio delimita una baia più piccola, con acque limpidissime (al molo di Manly, l’acqua non era precisamente pulita) e rocce scavate dall’acqua nei secoli. Uno spettacolo indimenticabile.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155423137238372066" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4u-B1nsTuI/AAAAAAAAAZI/bi3k-IuDYJw/s200/PICT0082.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155423145828306674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4u-CVnsTvI/AAAAAAAAAZQ/4qM6RAlBqBg/s200/PICT0090.JPG" border="0" /&gt;Arrivati verso la fine, il sentiero si unisce alla spiaggia e Gianni decide per un bagno (c’è anche un ragazzino che fa snorkelling). L’acqua non è caldissima, ma nemmeno fredda (quindi per Gianni è calda).&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Riprendiamo a camminare ed arriviamo distrutti a Spit Point, dove un autobus di linea ci riporta a Manly.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Abbiamo adocchiato una pubblicità di un ristorante molto interessante, sfogliando un depliant: il Ribs’n’Rumps ed andiamo a dare un’occhiata.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;E’ praticamente il paradiso del grigliato. Il piatto più scenografico sono Ribs’n’Chips: un chilo di costolette in un unico pezzo (praticamente lo sterno di un maiale o di un agnello, a seconda di cosa scegliete) su un cumulo di patatine fritte (in totale saranno un paio di chili di roba).&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155423532375363330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4u-Y1nsTwI/AAAAAAAAAZY/zRddq2FrnS0/s200/ribs_hero.jpg" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Noi scegliamo delle semplici bistecche, che ti cuociono un po’ come ti pare: da &lt;i&gt;blue&lt;/i&gt; (praticamente cruda) a &lt;i&gt;well done&lt;/i&gt; (più che ben cotta, ma sul menù avvertono che lo fanno a malincuore). Gianni va sul &lt;i&gt;blue&lt;/i&gt;, gli altri si tengono su un grado intermedio. La carne è tenerissima ed il prezzo è sensato. Se passate da queste parti si trova a Manly, lato spiaggia oceanica.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Naturalmente ieri il tempo era troppo brutto per farsi il bagno nell’oceano e ci sono i surfisti sulla spiaggia con tavola e lacrimuccia, in attesa che le onde tornino decenti.&lt;br /&gt;Oggi siamo partiti per andare al fantastico Rusty Market. Dove hanno cianfrusaglie di ogni tipo. Vogliamo vedere se ci compriamo un ricordino. A Gianni viene un dubbio: “Ma è aperto oggi?” Ed Ale: “Ovvio che sì, è aperto da giovedì a domenica”. Ok, allora possiamo andare.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il mercatino non è come ce lo aspettiamo. Saremo nel posto giusto? Sì, tutto ok. Peccato che oggi sia mercoledì… nooooo…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Giretto per Chinatown (niente di speciale), poi giro della città sulla monorotaia (ancora meno speciale), poi via al Durlinghurst, cuore della vita di Sydney (forse di sera, ma di giorno non c’è veramente niente).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ok. Questa giornata non è andata come pensavamo. Girelliamo ancora un po’ per la città nel pomeriggio e poi via a casa.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-7766908811780831873?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/7766908811780831873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=7766908811780831873' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7766908811780831873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7766908811780831873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/manly-e-ancora-sydney_08.html' title='Manly e… ancora Sydney'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4u-B1nsTuI/AAAAAAAAAZI/bi3k-IuDYJw/s72-c/PICT0082.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-7266378854273019938</id><published>2008-01-07T23:00:00.000+01:00</published><updated>2008-01-14T20:48:56.845+01:00</updated><title type='text'>Bighellonando per Sydney</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;Dopo quasi un mese di vacanza, cominciamo ad essere stanchi e non abbiamo più quella verve dei primi giorni.&lt;br /&gt;Oggi abbiamo fatto poco e niente ed abbiamo passato il tempo a bighellonare per Sydney. La mattina è iniziata nuvolosa ed è diventata un fantastico giorno di sole. Gianni ha cominciato la giornata di un bel colore rosa porcellino ed è diventato una lampadina da camera oscura dei fotografi.&lt;br /&gt;Al risveglio, troviamo che l’albero davanti casa è pieno di cacatua. Non ne avevamo mai visti tanti. Pare che qualcuno gli abbia dato da mangiare e quindi si sono radunati.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155406520009903730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4uu6lnsTnI/AAAAAAAAAYQ/0juyNSto4ng/s200/PICT0015.JPG" border="0" /&gt;Mattina tranquilla in Macquarie Street. Partiamo con una visita alla cattedrale di St. Mary. Fuori c’è il presepe, uno dei pochi che abbiamo visto. La chiesa è cattolica, si capisce anche dalla fotona di Papa Ratzinger che pubblicizza la giornata della gioventù (tra 180 giorni a Sydney, o giù di lì). Entriamo da una porta laterale e… la Pietà di Michelangelo (quella di San Pietro). Come imitazione rende l’idea (nel senso che fa proprio pietà). Va beh…&lt;br /&gt;Il resto della chiesa è bello. Stile neo-gotico (qui son troppo giovani per il gotico vero).&lt;br /&gt;All’inizio della strada troviamo il Mint Building, oggi sede di un distaccamento della zecca di stato. In realtà quello che interessa a noi è il Mint Cafè. Incredibile: il caffè è veramente buono. Di solito è uno sbobbone anche il ristretto. Qui invece sa proprio di caffè forte (sempre un po’ più amaro del nostro, ma dopo un mese di sbobba ci accontentiamo).&lt;br /&gt;Andando avanti troviamo un chiosco e dedichiamo questa foto a Quella che non è venuta.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155406528599838338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4uu7FnsToI/AAAAAAAAAYY/pdou84EPSEM/s200/PICT0033.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene sì, questo non è un fotomontaggio: in Australia fanno il cornetto al KitKat, con tanto di KitKat infilato nel gelato (come direbbe Obelix: “Sono Pazzi Questi Australiani”).&lt;br /&gt;Fatti altri 100 metri: la Statua del Porcellino. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155409191479561874" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4uxWFnsTpI/AAAAAAAAAYg/KbEaHp_Q4oc/s200/PICT0034.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Epperò basta: prima la City, poi Hide Park, poi La pietà, ora Il porcellino. Questa Sydney mi pare che stia copiando un po’ troppe cose. Pare che questa copia sia stata donata da una marchesa fiorentina. Una targa recita che porta bene strofinare il muso della statua e gettare una moneta (che vengono utilizzate per l’ospedale e quindi almeno il fine è benefico).&lt;br /&gt;Prossima tappa, il Parliament House. Entriamo, ci controllano al metal detector e non ci chiedono neanche un documento. Veniamo lasciati liberi di girare e di fotografare. Ci uniamo perfino ad una pseudo-visita guidata e la signora che fa da guida spiega anche a noi.&lt;br /&gt;Questo edificio, come il Mint Building erano nati come ali del Rum Hospital, ospedale costruito da una compagnia commerciale in cambio del monopolio sul commercio del rum. Gli interni sono prefabbricati: la signora apre uno sportello nella parete e… la struttura precedente (1816) è anch’essa prefabbricata con elementi in ferro e legno. Il legno è preso da casse per imballaggio, così da evitare ulteriori disboscamenti.&lt;br /&gt;Finiamo Macquarie Street e ci infiliamo nei Royal Botanic Garden. Sono dei giardini fantastici e perfettamente curati. Un cartello invita a calpestare le aiuole, sedersi sui prati, fare pic-nic, poiché vogliono che il giardino sia vissuto come lo sarebbe un giardino lasciato libero.&lt;br /&gt;Ci adeguiamo: io e Ale ci togliamo i sandali e via… a piedi nudi sull’erba. Ale ovviamente continua a cercare nuove prospettive per fotografare l’Harbour Bridge (il ponte sulla baia) e l’Opera House.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155409195774529186" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4uxWVnsTqI/AAAAAAAAAYo/XkcO4SrOwiM/s200/PICT0060.JPG" border="0" /&gt;Ed in effetti qui, come giri un angolo, ti si offrono paesaggi sempre nuovi. Anche per questo è bello bighellonare per Sydney.&lt;br /&gt;Il giardino è pieno di gente: chi dorme al sole, chi legge, chi disegna, chi corre o passeggia. Eppure il posto è tanto grande che si possono fare foto senza che si avvisti anima viva.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155420448588844722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4u7lVnsTrI/AAAAAAAAAYw/D-3BHxdGzfI/s200/PICT0070.JPG" border="0" /&gt;Alla fine del giardino c’è l’Opera House.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155420461473746626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4u7mFnsTsI/AAAAAAAAAY4/l1prKxwxd5k/s200/PICT0081.JPG" border="0" /&gt;E’ tardi, andiamo a mangiare nel posto gremito dell’altro giorno sotto un centro commerciale che non è il Queen Victoria Building come io avevo creduto, ma è un altro, collegato per via sotterranea (gli australiani cominciano a spaventarmi).&lt;br /&gt;Santi, memore di ieri, trova un chiosco e gli spiega per filo e per segno cosa vuole. La ragazza chiede: “Ci vuole insieme riso o noodle?”. “Né l’uno né l’altro” rispondiamo noi. Faccia perplessa. Forse non è previsto non mangiare riso o noodle in accompagnamento ad un piatto ma il cliente ha sempre ragione e Santi ottiene il suo piatto di pesce misto.&lt;br /&gt;Alessandra e Gianni, ancora in crisi dal pranzo del giorno prima prendono un assaggio di Sushi in due e ripiegano verso un chiosco super-sano: yogurt e frutta per Ale, smoothy (frullato ghiacciato) di mango, ananas e blueberry (credo mirtilli, ma non ho certezza, qui hanno 27 tipi di berry diversi) per Gianni.&lt;br /&gt;Dopo pranzo visitiamo il più bel negozio di modellistica che abbiamo mai visto. Ci sono modellini da costruire di ogni tipo e dimensione. Scatole di Meccano enormi e di Lego Technics da favola a 50 AUD (meno di 40 euro). Peccato non avere figli piccoli…&lt;br /&gt;Vogliamo tornare a casa presto, quindi andiamo al supermercato che ci hanno detto essere vicino casa (che ancora non avevamo visitato) per fare la spesa.&lt;br /&gt;Parliamo del concetto di vicino per un australiano: visto che tra due città ci sono in media 1000 km, forse ci dovevamo aspettare che il supermercato non fosse dietro l’angolo. Ci vogliono 20 minuti di autobus per arrivarci.&lt;br /&gt;Dopo 10 minuti di cammino dal capolinea arriviamo ad un centro commerciale. Il supermercato, ci dicono, è al livello 2, scendendo.&lt;br /&gt;Il livello della strada è infatti il livello 4 del centro commerciale. Ormai siamo qui, diamo un’occhiata. Giriamo per mezz’ora tra i negozi, senza vedere la fine di questo sterminato edificio. Saliamo al piano superiore, poi ancora a quello di sopra. Siamo al livello 6 e c’è ancora un altro piano. Non ce la possiamo fare.&lt;br /&gt;Ce ne torniamo fino al piano 2 ed andiamo a fare la spesa.&lt;br /&gt;Una curiosità, ad ogni piano c’è almeno un parrucchiere ed un paio di centri per manicure.&lt;br /&gt;Tornati a casa, Ale decide di fare merenda (perché in tutto questo si son fatte le 17.30). Si tosta una fetta del pane strano che hanno qua e si mette a guardare dal vetro della finestra. In un attimo il davanzale si riempie di cacatua.&lt;br /&gt;Decidiamo di dare un pezzo di pane anche a loro. Prendono il pane ma non rimangono soddisfatti. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5155421440726290130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4u8fFnsTtI/AAAAAAAAAZA/SiMtaBb_pnE/s200/PICT0099.JPG" border="0" /&gt;Forse dovevamo bagnarlo in acqua e miele come faceva Julie.&lt;br /&gt;E domani… A Manly… Son tre giorni che lo diciamo. Speriamo sia la volta buona.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-7266378854273019938?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/7266378854273019938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=7266378854273019938' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7266378854273019938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7266378854273019938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/bighellonando-per-sydney.html' title='Bighellonando per Sydney'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4uu6lnsTnI/AAAAAAAAAYQ/0juyNSto4ng/s72-c/PICT0015.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-2283121414425776016</id><published>2008-01-06T23:00:00.000+01:00</published><updated>2008-01-08T09:22:04.500+01:00</updated><title type='text'>La befana da bambini…</title><content type='html'>Oggi ci siamo concessi una giornata da bambini: mattina all’acquario e pomeriggio al cinema. A pranzo però abbiamo sgrifato come dieci adulti.&lt;br /&gt;Ma andiamo con ordine: stamani era brutto tempo quindi l’acquario andava bene. Tutti dicono sia uno dei più grandi del mondo ma secondo noi è sopravvalutato. Siamo in tre e a tutti e tre sembra che quello di Genova sia più grande. Forse questo è più popolato (un maggior numero di specie), ma va detto che qui siamo in una nazione/continente che si estende dai tropici alle zone temperate, per cui la biodiversità è sicuramente maggiore. E’ notevole il fatto che alcuni pesci siano in vasche oceaniche e visibili solo dai tunnel di passaggio tra le vasche.&lt;br /&gt;Comunque, per prima cosa incontriamo l’animale più strano del mondo: l’ornitorinco (che qui chiamano platypus, ma forse questo l’ho già detto).&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152637838062013890" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4HY0FnsTcI/AAAAAAAAAW4/ACA4nG_5-Mg/s200/PICT0015.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;E’ anche lui un mammifero dei monotremi (fa le uova e allatta), è velenoso (incredibile, lo so, ma è così: ha dei pungiglioni velenosi sulle zampe posteriori), passa la maggior parte del suo tempo a costruirsi la tana e ad abitarla e nuota solo per cacciare. A vederlo sembra un incrocio tra un papero e un castoro.&lt;br /&gt;Questo animale è sacro per gli aborigeni e non viene cacciato. E ora vi tocca la leggenda… (la metto in blu, così potete saltarla).&lt;br /&gt;Nel Tempo dei sogni, quando gli spiriti ancestrali dovevano decidere i totem, tutte le specie di animali tennero consiglio.&lt;br /&gt;I primi furono gli uccelli, che decisero di invitare al loro consesso l’ornitorinco poiché aveva il becco come il papero e deponeva le uova. L’ornitorinco ringraziò e prese tempo per pensare.&lt;br /&gt;Quando gli animali di terra si incontrarono tra loro il canguro propose di invitare l’ornitorinco, poiché abitava sulla terraferma ed aveva la pelliccia. L’ornitorinco ringraziò e prese tempo per pensare.&lt;br /&gt;Infine anche i pesci si riunirono ed invitarono anche loro l’ornitorinco poiché aveva le pinne ai piedi e nuotava incredibilmente bene. L’ornitorinco, stupito da quest’ennesima richiesta, prese di nuovo tempo.&lt;br /&gt;Si consigliò a questo punto con l’amico echidna (ricordate? Anche lui dei monotremi) che gli consigliò di non unirsi ad alcuno dei tre gruppi. L’ornitorinco accettò il consiglio, invitò tutti gli animali e comunicò loro la sua decisione: “Comprendo gli uccelli poiché, come loro, devo tener calde le mie uova. Comprendo i pesci poiché anche io devo cercare il mio cibo nelle profondità delle acque. Sono vicino agli animali della terra poiché anche io appartengo alla terrà ed ho una pelliccia. Tuttavia sono grato a Byamee, il Padre-di-tutto, perché mi ha fatto un po’ diverso da tutti voi. Spero perciò che quando incontrerete qualcuno della mia famiglia vi ricordiate del Padre che ha fatto ognuno di noi diverso dall’altro”.&lt;br /&gt;Gli aborigeni, che a quell’epoca erano in comunicazione con i loro animali-totem, conobbero le parole dell’ornitorinco e capirono la sua unicità.&lt;br /&gt;Come ho già detto a suo tempo, qui hanno gli animali più strani del mondo (a parte me, ovvio). Tipo la tartaruga-giraffa e il pesce-gatto (che però avevo già visto in altre occasioni):&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152637833767046578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4HYz1nsTbI/AAAAAAAAAWw/B0KotIyyOQw/s200/PICT0009.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152639100782398930" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4HZ9lnsTdI/AAAAAAAAAXA/4p6V0XOEsYk/s200/PICT0021.JPG" border="0" /&gt;Andando avanti abbiamo visto aragoste giganti, pinguini nani, foche, tutti i pesci del cartone animato “Alla ricerca di Nemo”.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152639105077366242" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4HZ91nsTeI/AAAAAAAAAXI/LD5G3Ltdiqg/s200/PICT0042.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152640543891410418" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4HbRlnsTfI/AAAAAAAAAXQ/scpS2-H6aLk/s200/PICT0044.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152641316985523730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4Hb-lnsThI/AAAAAAAAAXg/eOe0Kdv5bI4/s200/PICT0060.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152640548186377730" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4HbR1nsTgI/AAAAAAAAAXY/AJmC9DZlQ7Q/s200/PICT0053.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152641321280491042" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4Hb-1nsTiI/AAAAAAAAAXo/N4knnf1KgU4/s200/PICT0084.JPG" border="0" /&gt;Non ci crederete, ma Flo (l’amica che parte con Marlin alla ricerca di Nemo), l’hanno fatta uguale, anche come nuota….&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152687144286572082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4IFqFnsTjI/AAAAAAAAAXw/tN9GufqJJVo/s200/PICT0087.JPG" border="0" /&gt;Ovviamente non potevano mancare gli squali e il pesce che si arrabbia quando viene fotografato (qui lo vedete mentre cerca di strappare la macchina fotografica a Santi).&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152687148581539394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4IFqVnsTkI/AAAAAAAAAX4/BoWVCuHl1GU/s200/PICT0102.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153016894695689826" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4MxkFnsTmI/AAAAAAAAAYI/O6nf2kG4A2g/s200/DSCN1920.JPG" border="0" /&gt;Usciti dall’acquario, siamo stati calamitati dall’IMAX, cinema tridimensionale. Per le 16 è prevista la proiezione di Bewolf in 3D. Gli altri film sono poco attraenti. Il tempo non è dei migliori e quindi compriamo il biglietto.&lt;br /&gt;Poi ci dirigiamo verso il Mercato del Pesce, poiché Alessandra ci chiede &lt;a name="OLE_LINK2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK1"&gt;fish’n’chip&lt;/a&gt; da tre giorni. Io e Santi ci guardiamo: “Stavolta non ci facciamo imbrogliare: ordiniamo quattro fish e due chip”. Non perché nel fish’n’chip mettano poco pesce, ma perché le patate sono comunque sempre il doppio o il triplo in peso.&lt;br /&gt;Arriviamo al Mercato e giriamo intorno per 10 minuti prima di trovare l’ingresso. Vi sono dei magazzini colossali (quelli in cui la Guida dice che si svolga l’asta del pesce all’alba: l’alba è troppo presto per arrivare qua) ed una specie di corte di negozi di pesce e ristoranti che circondano l’ingresso vero e proprio del mercato spicciolo. Qui ogni sala è un negozio di pesce ed in ogni negozio ti cucinano il pesce che compri un po’ come ti pare. All’interno ci sono anche il negozio di frutta e verdura e quello di vini bianchi. La parte aperta al pubblico non è colossale, saranno 10-20 negozi all’interno (più altri 10-15 nella corte) ma c’è una varietà incredibile di pesce. In alcuni posti vediamo le aragoste a 25 AUD al chilo.&lt;br /&gt;Dopo un po’ di indecisione, vediamo passare dei piatti di pesce colossali e risaliamo il flusso come salmoni per trovare l’origine. E’ un banco un po’ più grande degli altri letteralmente assediato di gente ma organizzato benissimo: ordini e ti danno un numero. Una ragazza alla cassa chiama i numeri con il microfono a guancia e quello che sembra il padrone riscuote e dà i resti.&lt;br /&gt;Alessandra vuole un semplice fish’n’chip (naturalmente per il fish puoi scegliere tra snapper, barramundi, baccalà e sogliola) con lo snapper. Io e Santi decidiamo per il piatto fritto per due. Purtroppo le patate sono comprese. Ci danno un misto abbastanza decente: vari pezzetti di pesce fritto (misti), polpa di granchio, calamari e gamberoni in pastella, polipetti in umido, cappesante gratinate, ostriche gratinate.&lt;br /&gt;Buono ma ci aspettavamo qualcosa di diverso. Santi dice che avrebbe voluto un piatto fatto diversamente e Gianni ha l’idea geniale (e in quello non ci sarebbe niente di male, il male è che gli altri non lo bloccano): facciamoci fare un piatto come vogliamo noi.&lt;br /&gt;Gianni e Santi vanno ad ordinare: Santi sceglie e Gianni parla nel suo inglese con una signorina dai tratti orientali che parla australiano. “Vorrei un piatto con questo e questo (pezzetti di pesce, polpa di granchio, calamari e gamberoni fritti)”. “Quanto?” chiede lei. “Sei pezzi di ciascuno” risponde Gianni.&lt;br /&gt;Ora, Santi conferma che Gianni ha detto le cose giuste. Di fatto insieme al resto ci sono anche i polipetti in umido ma tutto è in proporzioni più che doppie di quelle richieste.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5153016890400722514" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4Mxj1nsTlI/AAAAAAAAAYA/kdfLeJ3b3Gk/s200/PICT0135.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Questo piccolo piatto di pesce (sarà almeno un chilo di roba) ci è costato 39 AUD (che credo faccia un po’ meno di 25 euro). Ci siamo fatti aiutare da Alessandra ed abbiamo finito tutto. Poi siamo rotolati fino in centro, giusto per fare un po’ di moto.&lt;br /&gt;In centro c’è una fantastica libreria di fantascienza/fantasy e ci siamo fiondati. Hanno di tutto e di più: le spade laser di Star Wars, i DVD di Astroboy e di Doctor Who, tutti i libri di Star Trek, libri che narrano le storie al contorno di Diablo (il gioco elettronico).&lt;br /&gt;Guardando a caso qua e là ad un certo punto ho visto un titolo… Dirk Gently Omnibus. Ebbene sì, ho finalmente trovato un libro che contiene anche il secondo romanzo del fantastico investigatore creato dal genio di Douglas Adams (quello della Guida Galattica, ve lo ricordate? No? Strano, in Australia, le tre volte che l’ho nominato, lo conoscevano tutti. Lo dicevo io che è un paese civile).&lt;br /&gt;Comunque fatto sta che ora possiedo un libro che oltre a Dirk Gently, investigatore olistico, contiente anche The long dark tea-time of the soul. Se foste romani mi direste “E ‘sti cazzi” (che in italiano può essere tradotto con “non ce ne interessa alcunché”. Epperò io lo cercavo da troppissimo tempo. Speriamo di farcela per Adams in inglese è un osso duro (anche perché per ogni frase ci sono due giochi di parole ed una citazione).&lt;br /&gt;Arriviamo al cinema almeno un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Bella mossa perché dopo venti minuti la gente inizia a mettersi in fila.&lt;br /&gt;Il film è davvero in 3D (ovviamente con appositi occhialetti) e devo dire che non mi è neanche dispiaciuto, sia per trama che per cast. Se non fosse per l’inutile attore che interpreta il protagonista (ma credo che non sia un cane, è che l’hanno disegnato così), potrebbe essere un gran film.&lt;br /&gt;Scherzi a parte: l’inglese di questo film si capisce abbastanza bene (a parte il mostro che, giustamente, ha un dialetto un po’ tutto suo) ed il 3D è una cosa fenomenale. Tra i trailer presentavano il concerto degli U2 in 3D: evento o rebus?&lt;br /&gt;Arrivati a casa, siamo talmente pieni dal pranzo che saltiamo la cena. Solo una fetta di melone per Gianni e Santi e del cioccolato per Alessandra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-2283121414425776016?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/2283121414425776016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=2283121414425776016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2283121414425776016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2283121414425776016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/la-befana-da-bambini.html' title='La befana da bambini…'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R4HY0FnsTcI/AAAAAAAAAW4/ACA4nG_5-Mg/s72-c/PICT0015.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-2402517298865235565</id><published>2008-01-05T21:00:00.000+01:00</published><updated>2008-01-06T10:36:20.720+01:00</updated><title type='text'>Rocks e Harbourside</title><content type='html'>&lt;div&gt;Oggi giornata tranquilla: stamani pioveva e quindi ce la siamo presa comoda.&lt;br /&gt;Una passeggiata per i Rocks, dove abbiamo visto il mercatino domenicale. Alcune cose strane ma niente di particolarmente interessante (la guida ci aveva avvertito).&lt;br /&gt;Poi traghetto per andare verso l’Harbourside. In realtà la nostra prima idea era quella di andare all’acquario, ma era già tardi e volevamo anche pranzare, quindi abbiamo cambiato destinazione.&lt;br /&gt;Ci vuole più a farla in traghetto che a piedi ma, come già ci avevano detto in molti, la prospettiva d’acqua è diversa da quella di terra e noi ci siamo adeguati.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151926793341259122" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R39SH1nsTXI/AAAAAAAAAWQ/frGG9YAz2Ek/s200/PICT0016.JPG" border="0" /&gt;L’Harbourside è una specie di centro commerciale in mezzo alla baia, con l’esterno in ferro e vetro, vecchio stile tipo esposizione universale. Mangiamo, sempre su consiglio della guida (quando dico guida, intendo la nostra Lonely Planet per l’Australia), allo Zaaffran, ristorante indiano.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151927386046746018" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R39SqVnsTaI/AAAAAAAAAWo/h2DQe4mSgRc/s200/PICT0064.JPG" border="0" /&gt;Il ristorante è lussuoso. Forse un po’ troppo per gente vestita come noi ma ci fanno comunque entrare (dentro ci sono australiani vestiti anche peggio).&lt;br /&gt;Il pranzo si fa attendere un po’ (il cameriere ci aveva avvertito), ma è una sinfonia di sapori. Salsine delicate alla cannella, piccanti alla menta, ultrapiccanti al curry. Mangiamo pollo e, forse, manzo (non ci ricordiamo cosa abbiamo ordinato ma ci è arrivato un pie pieno di riso e spezzatino dal sapore fantastico).&lt;br /&gt;Qui il piccante piace anche ad Alessandra. “Perché è un piccante pieno di sapori”, spiega. Ed ha ragione. Ok, la prossima volta indiano anche a Firenze: dobbiamo confrontare.&lt;br /&gt;Davanti all’Harbourside c’è il museo navale, con tanto di nave da guerra, sommergibile da guerra e ricostruzione dell’Endeavour, la nave che portò in Australia il capitano Cook.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151927381751778706" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R39SqFnsTZI/AAAAAAAAAWg/MJnx9FVWOxA/s200/PICT0053.JPG" border="0" /&gt;Il museo è tutto a vetri ed Alessandra fotografa il muro di grattacieli che la città erge come scudo verso questa parte di baia.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151926797636226434" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R39SIFnsTYI/AAAAAAAAAWY/5ymsy1fWdyo/s200/PICT0045.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Come dite? Belle, ma si vede il riflesso? Non ci siamo capiti: Alessandra ha fotografato il riflesso dei grattacieli sui vetri.&lt;br /&gt;Poiché ormai si è fatto tardi passeggiamo fino al centro, prendiamo 2 cose al supermercato e torniamo a casa (Santi deve finire il suo homework per le vacanze).&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-2402517298865235565?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/2402517298865235565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=2402517298865235565' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2402517298865235565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2402517298865235565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/oggi-giornata-tranquilla-stamani.html' title='Rocks e Harbourside'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R39SH1nsTXI/AAAAAAAAAWQ/frGG9YAz2Ek/s72-c/PICT0016.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-2782818312192780064</id><published>2008-01-05T09:32:00.000+01:00</published><updated>2008-01-04T23:46:38.444+01:00</updated><title type='text'>APPELLO CIRCOLARE</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;QUESTO APPELLO È DELLA MASSIMA IMPORTANZA, DATEGLI QUINDI &lt;st1:personname productid="LA MASSIMA DIFFUSIONE" st="on"&gt;LA MASSIMA DIFFUSIONE&lt;/st1:PersonName&gt;: CHI VUOLE UNA CARTOLINA LASCI NOME E INDIRIZZO COME COMMENTO A QUESTO POST. MI RACCOMANDO, AVETE TEMPO FINO AL MASSIMO A LUNEDÌ 7 (PERCHÉ NOI SIAMO UN GIORNO AVANTI).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;P.S. QUESTO NON VALE PER JIGEN E PER EUPOLIS, CHE SONO GIÀ STATI CONTEGGIATI. MICHI, PREMPA, LASCIATEMI IL VOSTRO INDIRIZZO!!!!&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-2782818312192780064?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/2782818312192780064/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=2782818312192780064' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2782818312192780064'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2782818312192780064'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/appello-circolare.html' title='APPELLO CIRCOLARE'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-793800003838448546</id><published>2008-01-05T09:30:00.000+01:00</published><updated>2008-01-04T23:46:01.895+01:00</updated><title type='text'>Mattina</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Stamani piove, ma finalmente riusciamo a parlare in maniera sensata con mamma Gisella. Ieri sera avevamo provato a chiamare babbo Marino, ma non era a casa (e non ci siamo troppo stupiti).&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Qui la connessione non è delle migliori e non riesco a fare l’upload delle foto. Cercherò di metterle quando torno a casa. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-793800003838448546?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/793800003838448546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=793800003838448546' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/793800003838448546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/793800003838448546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/mattina.html' title='Mattina'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-239309131568304153</id><published>2008-01-04T23:44:00.000+01:00</published><updated>2008-01-05T10:45:12.123+01:00</updated><title type='text'>Sydney e riflessioni (o viceversa)</title><content type='html'>Stamattina siamo partiti presto. Peter e Julie, gentili come sempre, ci hanno accompagnato all’aeroporto.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Lo scambio casa fatto come abbiamo fatto con loro è un gran modo di viaggiare. Negli altri scambi è stato quasi come andare in albergo (senza pagare in effetti, ma in un posto che forse non è il più vicino a dove pensavi tu): arrivi, stai, vai via.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Con Peter e Julie è stato diverso: loro sono stati da noi a Firenze e quindi hanno voluto ricambiare l’ospitalità stando con noi a Palm Beach ed è stato fantastico: abbiamo cercato di capire come vivono loro qui e loro hanno cercato di capire come viviamo noi dall’altra parte dell’oceano.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Siamo agli antipodi non solo geograficamente, ma anche come modo di vivere e di pensare.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ad esempio, in Italia, quando conosci qualcuno fuori dall’ambito professionale che fai? Un bacio per guancia e via. Qua no!!! Julie incoraggiava gli amici ad adattarsi alla maniera italiana ma si vedeva che qualcuno era reticente (come lo è stato oggi Geoff che ha detto ha Santi: “No! Non importa, grazie”).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Quando hanno saputo che Santi deve fare un esercizio durante le vacanze di Natale si sono stupiti: qui non danno compiti durante le vacanze. E’ anche vero che le vacanze sono spicciolate rispetto alle nostre (ovvero non ci sono mai tre mesi tutti insieme), ma di fatto non ci sono compiti. Il fatto che io, in prima superiore, avessi dovuto leggere 14 libri durante l’estate ha così impressionato Julie che lo ha raccontato anche al figlio e agli amici.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il modo con cui si relazionano al cibo è diverso: ampia colazione, pranzo leggero e cena come le nostra. Non si dà troppo peso agli ingredienti, basta che il sapore sia quello giusto.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Riflettevo su questo l’altra sera in chat con Emanuele: qui hanno spazi enormi e tutto si dilata di conseguenza. Il tempo, i punti di vista, la cortesia.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Una cosa che mi ha fatto riflettere: sulla Gold Cost (un posto di mare che più non si può), le palestre aprono alle 5 di mattina e Julie alle 5.30 va in palestra, torna a casa, prepara la colazione e fa colazione e poi va al lavoro.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ale le ha ribattuto: “Da noi ci vanno tutti la sera in palestra”. E Julie serafica: “Sì, ma la sera sono stanca per il lavoro e non ci metterei lo stesso impegno”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;A volte penso che siamo noi che sbagliamo.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Non è tutto oro, da questa parte del mare, è ovvio. Ad esempio le case costano un botto (anche un botto e mezzo talvolta). Mi direte: anche da noi. Ok, ma qui molto di più. Una casa in un paesino costa quanto una in centro a Firenze. Non voglio sapere quanto costano quelle nel centro di Sydney (anche perché se poi scopro che costano meno, mi crollano tutte le certezze).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;L’Australia, tutta intera, ha 25-26 milioni di abitanti. Vero, stanno quasi tutti sulla costa, ma fatevi un conto di quanta costa hanno… Noi stiamo in quasi 60 milioni su un lembo di terra grosso quanto uno stivale. Per forza il modo di pensare è diverso.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sydney ha 2 milioni di abitanti. Credo che Milano ne abbia la stessa quantità se non di più. Però stasera nel tornare a casa (zona 3 dell’abbonamento dell’autobus, non fuori città), ci siamo accorti che stiamo praticamente in campagna.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Comunque, torniamo a Sydney, che è più importante.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;All’aeroporto ci ha accolto Geoff, che è venuto a prenderci con un pick-up (che qui chiamano ULE) perché non si sa mai con le valige…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci ha dato un mazzo di volantini ed il giornale di oggi (perché domani comincia il festival estivo di Sydney). Ha fatto un lungo giro panoramico in macchina spiegando cosa dovevamo andare a vedere, dove prendere il bus, fino a dove arrivare nel caso avessimo deciso di prendere l’automobile di sua moglie, dove fare la spesa, la piscina, i ristoranti.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci hanno lasciato a casa e ci hanno spiegato tutto. Torneranno a prenderci il 10 gennaio per portarci all’aeroporto. Quando gli ho detto che tutti gli australiani che ho incontrato sono persone meravigliose e gentilissime mi ha risposto: “Perché no? La vita in fondo è così breve”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La casa è più piccola delle altre ma è fantastica: siamo sulla baia di Sydney. Non in senso figurato: la casa da proprio sulla baia. Sotto casa sono parcheggiati i battelli e volendo si può andare a piedi sulle anse del Paramatta.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sugli alberi davanti casa ci sono Cokatoa bianchi (che al tramonto fanno una gran confusione, per l’alba vi saprò dire poi), corvi alti quasi quanto un pastore tedesco e altri uccelli che non identifico.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Le finestre non hanno tende, si scusa Geoff ed aggiunge: “Ma con un panorama così, che me ne faccio delle tende?” E non gli so dare torto. La vista di sera è quasi più bella di quella di giorno. Ti accorgi delle case fra gli alberi giusto dalle luci accese ed il panorama cambia da bosco a paese costiero (forse esagero un po’, ma vi assicuro che la prima impressione è questa).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Appena i padroni di casa ci lasciano, usciamo per andare a Sydney. Tra l’altro ci hanno lasciato un quaderno con tutte le istruzioni possibili ed immaginabili (compresa la lista dei ristoranti che a loro sono piaciuti di più e gli orari degli autobus).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;L’autobus passa sull’Harbour Bridge (il ponte sulla baia) ed è uno spettacolo: si vede l’Opera House da quassù ed è bella come nei film.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Scendiamo in pieno centro: la &lt;i&gt;City&lt;/i&gt; (lo so, forse hanno copiato un po’ Londra ma che ci possiamo fare?). Ci sono grattacieli dappertutto. Più alta di ogni altra cosa è la torre panoramica.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151890603946822834" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38xNVnsTLI/AAAAAAAAAUw/D-QE0bZGgok/s200/DSCN1670.JPG" border="0" /&gt;Girato un angolo una sorpresa:: un edificio in stile vittoriano (che infatti si chiama Queen Victoria Building) che a prima vista sembra una stazione ma si rivela invece essere un fantastico centro commerciale (sempre due isolati, naturalmente, collegati tipo Galleria del Vasari). Mangiamo nel seminterrato, dove troviamo la più grande raccolta di take-away che io abbia &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="mai visto. A"&gt;mai visto. A&lt;/st1:personname&gt; parte i panini tipo McDonald ed il Fish’n’Chip, che non potevano mancare, c’è di tutto: pastasciutta in porzioni nei negozi italiani, kebab in ogni salsa in quelli arabi, crepes alla francese, sushi giapponese, arancini siciliani, piadine venete, negozi di ciambelle, caffetterie, pizzerie. Forse mancano solo i venditori di trippa e lampredotto (o di pane e panelle e pane ca’ meusa se preferite).&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151890612536757442" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38xN1nsTMI/AAAAAAAAAU4/XesquUWh-Ps/s200/PICT0058.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;C’è una confusione indescrivibile fra i tavoli: dobbiamo urlare per farci sentire. Per avere un’idea della cosa, figuratevi uno spazio grande quanto un campo da calcio riempito di persone in pausa pranzo che mangiano e chiacchierano.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Usciamo, ci facciamo un giro da Billabong e, mentre la commessa ci attacca un bottone infinito, Santi si compra costume e pantaloncini a saldo (certo, qui non c’è mica la befana: i saldi iniziano subito dopo Natale).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il municipio è anch’esso un edificio in stile 800 e la cattedrale accanto è barocca. Tutto intorno ci sono i grattacieli.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151891338386230482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38x4FnsTNI/AAAAAAAAAVA/4GIV7nl0hC4/s200/PICT0063.JPG" border="0" /&gt;Ad un supermercato (siamo entrati per comprare da bere) ho trovato il Chinotto Bisleri. Ve la ricordate la Ferrochina o siete troppo giovani? Incredibile ma la Bisleri qui resiste.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151892785790209298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38zMVnsTRI/AAAAAAAAAVg/_q_6bYr1fZY/s200/PICT0065.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci incamminiamo verso il mare, fino ad arrivare al Circolar Quay. Non so cosa sia un quay, ma so che ce ne sono tanti a Parigi, quindi chiedete ai francesi. Sicuramente questo è solo semi-circolare, perché nell’altra metà del cerchio c’è la baia di Sydney. Inutile dire che da qui si possono vedere contemporaneamente il ponte ed il teatro dell’opera.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151892034170932466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38yglnsTPI/AAAAAAAAAVQ/CLcRZEw3q0o/s200/DSCN1696.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151892047055834370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38yhVnsTQI/AAAAAAAAAVY/nxQjjFmpqXo/s200/PICT0161.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151891346976165090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38x4lnsTOI/AAAAAAAAAVI/3LzZEoXFcwU/s200/PICT0084.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Da qui si riesce a dare anche uno sguardo interessante alla baia. Come tutto il resto in questo paese, è immensa: una fila di battelli e ferry boat sono attraccati ai vari moli del Circular Quay e vi è un traffico continuo in ingresso ed in uscita. E siamo solo in un ansa della baia. Davanti a casa (altra ansa più piccola) sono parcheggiate una ventina di barchette.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Alessandra fa milioni di foto al Ponte ed al Teatro, che in effetti è spettacolare, visto in questo contesto.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci facciamo un giro sotto il Ponte e sul belvedere del pilone. La vista è emozionante (sto finendo gli aggettivi). Si potrebbe fare anche la passeggiata sulle arcate del ponte (con tutina e cavi di sicurezza) ma costa 220 AUD (che sarebbe circa 150 € per uno) e quindi ci stiamo pensando.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Dal Ponte si vedono i Rocks, un antico quartiere dell’800 che visiteremo meglio nei prossimi giorni.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Si vede anche un palazzo dalle strane geometrie: a prima occhiata sembra bidimensionale, poi pare che la facciata sia posticcia.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151895809447185762" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3818VnsTWI/AAAAAAAAAWI/DeewUcpNSck/s200/PICT0171.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci avviciniamo al Teatro dell’Opera. Sul Circular Quay, davanti al teatro, ci sono caffetterie con centinaia di persone, di ogni età e vestiti in ogni modo, che prendono l’aperitivo. L’apparenza del teatro cambia, avvicinandosi: da lontano i tetti possono sembrare vele. Da qui, vedendo anche il vetro, sembrano balene con la bocca aperta o enormi chiocciole.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151893387085630786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38zvVnsTUI/AAAAAAAAAV4/4qlWaVw_PJc/s200/PICT0192.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151893382790663474" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38zvFnsTTI/AAAAAAAAAVw/62rvBoS8_hg/s200/PICT0203.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151892790085176610" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38zMlnsTSI/AAAAAAAAAVo/52pIHrqeQPE/s200/PICT0195.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151895805152218450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3818FnsTVI/AAAAAAAAAWA/XkgRyml_Yxw/s200/PICT0220.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Torniamo a casa sfruttando il fantastico pass che ci siamo comprati: tutti i treni, ferry e bus nelle zone da &lt;st1:metricconverter st="on" productid="1 a"&gt;1 a&lt;/st1:metricconverter&gt; 8.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Prendiamo il treno al teatro, andiamo in centro e riprendiamo il bus. Scendiamo al supermercato di Lane Cove, ma non ci rendiamo conto che l’autobus che ci ha lasciato qui, non si ferma più a questa fermata e non sappiamo dove sia l’altra.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Quando usciamo ci rendiamo conto che l’altro autobus non passerà prima di un’ora e quindi decidiamo di andare a piedi. Ce la caviamo in circa 25 minuti.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-239309131568304153?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/239309131568304153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=239309131568304153' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/239309131568304153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/239309131568304153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/sydney-e-riflessioni-o-viceversa.html' title='Sydney e riflessioni (o viceversa)'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R38xNVnsTLI/AAAAAAAAAUw/D-QE0bZGgok/s72-c/DSCN1670.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-2917594925302504423</id><published>2008-01-03T23:50:00.000+01:00</published><updated>2008-01-03T15:16:38.303+01:00</updated><title type='text'>Animali, cibo e pioggia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Ieri il tempo era piuttosto buono e ce ne siamo andati al Currumbine Sanctuary, una specie di parco naturale ad un passo dalla città con animali praticamente liberi di girare (tranne per i più pericolosi, tipo i serpenti). Qui gli animali sembrano ben nutriti ed in buone condizioni, non come a Kuranda, dove sia koala che canguri avevano l’aspetto sofferente e spelacchiato.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prima attrazione appena arriviamo: &lt;i&gt;lorrikeet feeding&lt;/i&gt; ovvero la colazione dei pappagallini. Alessandra, che teme gli animali, non si presta. Io e Santi sì. E’ presto e non ci sono molti turisti in giro, quindi tutti i pappagallini sono per noi. Ci danno una ciotola (sembra latte e miele dall’aspetto) e veniamo sommersi, come si vede dalle foto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3w6k1nsS4I/AAAAAAAAASY/qCf4ZBvsnrg/s1600-h/PICT0044.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151056478348266370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3w6k1nsS4I/AAAAAAAAASY/qCf4ZBvsnrg/s200/PICT0044.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151056474053299058" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3w6klnsS3I/AAAAAAAAASQ/ypX6ZNAgQb4/s200/PICT0045.JPG" border="0" /&gt;Mentre aspettiamo che inizi la prossima attrazione ci facciamo un giro tra gli animali più visitati. Serpenti e koala. Ovviamente il 97% dei koala dorme. Solo uno è sveglio e attivo, ma solo per pochi minuti.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151060283689290642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3w-CVnsS5I/AAAAAAAAASg/xP7F0PXIkbE/s200/PICT0090.JPG" border="0" /&gt;Andiamo poi a vedere la colazione di pellicani ed anguille (stanno cominciando ad arrivare i turisti, quindi è più difficile far foto) e quella dell’echidna.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151060292279225250" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3w-C1nsS6I/AAAAAAAAASo/TJiU-4MkQB8/s200/PICT0100.JPG" border="0" /&gt;Dunque, l’echidna è un animale dei monotremi (come l’ornitorinco, che qui chiamano platypus), ovvero fa le uova e allatta i piccoli. Dal musetto da formichiere può estendere una lingua di una quindicina di centimetri che può muovere in tutte le direzioni una ventina di volte al secondo (prego i lettori di risparmiarsi facili ironie). Si ciba per lo più di termiti che trova nel legno degli alberi caduti.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il prossimo spettacolo è quello dei serpenti. Niente di speciale però ti spiegano cosa devi fare se incontri uno dei dieci serpenti di terra più mortali del mondo: stare immobile. Pare infatti che il serpente possa vederti e registrarti come un pericolo solo se ti stai muovendo. In caso di morso si deve fasciare a valle della parte morsa in modo che il veleno non possa entrare in circolazione e restare immobili (se siamo con qualcuno che ci può portare all’ospedale, sennò è meglio andare in cerca di qualcuno).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La ranger raccomanda di non cercare di catturare il serpente per far capire all’ospedale quale antidoto utilizzare: possono rendersene conto da soli analizzando ferita e veleno.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Finito lo spettacolo andiamo in giro a vedere gli animali. Canguri ed emu sono nella stessa zona e vengono nutriti ad orari predefiniti. I canguri sono piuttosto socievoli e si prestano alle coccole. Nel momento in cui arriviamo noi sono piuttosto sonnolenti perché le ora di attività, come sempre sono quelle più fresche (alba e tramonto).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151063736842996658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3xBLVnsS7I/AAAAAAAAASw/qzYlH_wfbVQ/s200/PICT0126.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151251036071808162" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3zrhlnsTKI/AAAAAAAAAUo/f6ewmRVquLw/s200/PICT0134.JPG" border="0" /&gt;Andando più avanti ci troviamo davanti al coccodrillo di mare. Finora avevamo visto solo coccodrilli di fiume (e sempre in recinti o da molto lontano) ed erano grossi ma niente di speciale. Questo è semplicemente ENORME (ed in un recinto, ovvio). Potrebbe fare un boccone solo di uno wallabi adulto (poco più piccolo di un canguro) però potrebbe mangiarsi anche un umano adulto di un quintale con due bocconi (e Gianni passa alla larga).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151156611215805458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yVpVnsTBI/AAAAAAAAATg/aDZtWL9tSXs/s200/PICT0242.JPG" border="0" /&gt;Subito dopo il coccodrillo ci imbattiamo in alcune persone che si stanno cimentando in una specie di percorso tra gli alberi (ponti sospesi, cavi, etc).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ok. Lo vogliamo fare anche noi. Oddio, io non sono così sicuro, ma mica posso lasciare Santi da solo. Ci imbracano e ci fanno vedere un video su cosa dobbiamo fare.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Al primo albero c’è una scaletta. Facile. Parte Santi, faccio passare avanti un bambino che sembra sapere il fatto suo e poi vado anche io. Non andiamo bene: per raggiungere la piattaforma seguente si deve camminare su un cavo Santi sembra in difficoltà (scoprirò solo alla fine che aveva le scarpe con il cuoio sotto e scivolava) ed io ho le vertigini sulla piattaforma. Decido di seguire la tecnica utilizzata dal bambino prima di me. Tutto ok. Alla seconda piattaforma il bambino prende un guanto. La ranger che è sotto di noi lo prende, mi guarda e mi dice: “Te lo lancio, daglielo tu”. Oh, un attimo: 1) il bambino non è mio; 2) sono in piedi su questa piattaforma per miracolo, mi tremano le ginocchia, ho le vertigini e tu vuoi che faccia lo sforzo di prendere un guanto?&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Non so tradurre tutto questo in inglese ed il guanto è già in volo. Lo afferro (ottimo lancio, in realtà) e proseguo. La seconda passerella è un ponte con due corde parallele ed un piolo di tanto in tanto. Il ragazzino cammina con tranquillità su una delle due corde del ponte. La mia ponderosità non me lo consente e quindi annaspo cercando di allungare le gambe da un piolo all’altro e nel frattempo mi chiedo: ma chi me lo ha fatto fare? Alessandra nel frattempo è a terra che se la ride beata e fa i filmini con la macchina fotografica. Santi è avanti di almeno due alberi.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Rendo il guanto al ragazzino che mi ha aiutato facendo il tifo mentre passavo tra due pioli particolarmente distanti. La passerella seguente ha delle altalene sospese a mezz’aria (oh, in tutto questo sono sempre agganciato ad un filo di sostegno).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151063779792669634" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3xBN1nsS8I/AAAAAAAAAS4/g9uFEf1Ii7g/s200/PICT0183.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151251027481873554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3zrhFnsTJI/AAAAAAAAAUg/p6UMmBr6E0U/s200/PICT0192.JPG" border="0" /&gt;Finalmente arriva la parte facile: sono sospeso ad un filo con due corde ed una carrucola e mi devo trascinare dall’altro lato a forza di braccia (giuro che, rispetto al resto, è stato uno scherzo). Poi un ponte di funi. Infine &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:personname productid="la Flying Fox." st="on"&gt;la &lt;i&gt;Flying Fox&lt;/i&gt;.&lt;/st1:personname&gt; “Dai”, mi incoraggia il ragazzino “Questa è la parte divertente”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Fin qui siamo saliti. Adesso mi devo riattaccare con la carrucola alla fune e lanciarmi giù per un cavo in discesa. Beh, di qualcosa si deve morire no?&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sono arrivato comunque sano e salvo. Una volta atterrato scopro che anche Santi, che a me sembrava andare alla grande, ha avuto qualche momento critico.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Alessandra commenta: “Se avessi avuto le scarpe da&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;ginnastica e non gli infradito l’avrei fatto anche io”. Dobbiamo crederle?&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Più avanti troviamo i canguri degli alberi. Sono una specie di scoiattoli in formato gigante e danno l’impressione di essere morbidissimi.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151152947608701922" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ySUFnsS-I/AAAAAAAAATI/MKZpNCKWzeU/s200/PICT0206.JPG" border="0" /&gt;Nella stessa zona ci sono anche i Cassowari (che per come lo pronunciano i locali e per l’aspetto incazzoso, Santi ha rinomato i “Cazzo guardi?”). Attendevamo di vederne uno fin da Cairns. Finalmente ce l’abbiamo fatta.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151154798739606514" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yT_1nsS_I/AAAAAAAAATQ/R7EtNp6yHVc/s200/PICT0219.JPG" border="0" /&gt;In ampie voliere sono custoditi i Cokatua (o cacatua): pappagalli col ciuffo dall’aspetto maestoso e dai colori bellissimi.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151154807329541122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yUAVnsTAI/AAAAAAAAATY/2I57sfgmXsU/s200/PICT0229.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151156628395674658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yVqVnsTCI/AAAAAAAAATo/ZZv5iKY_ngQ/s200/PICT0249.JPG" border="0" /&gt;Dei vombati vediamo solo il musino spuntare da una tana. Del &lt;i&gt;diavolo della tasmania&lt;/i&gt; neanche quello perché è attivo solo di notte. I cartelli informativi dicono che copre da solo una buona metà della catena alimentare: può mangiare dal verme al canguro. Ma allora &lt;st1:personname productid="la Warner Bros" st="on"&gt;la Warner Bros&lt;/st1:personname&gt; aveva ragione…&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;I dingo, o cani della prateria, sono animali ormai considerati feroci. Secondo i cartelli informativi hanno avuto il grande merito di sterminare l’80% dei conigli selvatici.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151158135929195570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yXCFnsTDI/AAAAAAAAATw/5ZtnHSuWyCw/s200/PICT0270.JPG" border="0" /&gt;Ormai è definitivo: qui hanno gli animali più strani del mondo. Ed anche i nomi che gli danno non aiutano: ve lo immaginate voi il “Papero che vagabonda fischiettando?”. Allora guardate la foto.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151158140224162882" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yXCVnsTEI/AAAAAAAAAT4/H23o2DGkcqw/s200/PICT0275.JPG" border="0" /&gt;Dopo pranzo, esibizione degli uccelli predatori: aquila, una specie di civetta che mi è parso chiamassero &lt;i&gt;bunyp&lt;/i&gt; (che però è un mostro del fango di alcune tradizioni aborigene), pappagalli, ed altri.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151160532520946770" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yZNlnsTFI/AAAAAAAAAUA/H8614_njhAY/s200/PICT0289.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151160545405848674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yZOVnsTGI/AAAAAAAAAUI/zLTYjpZOYoU/s200/PICT0298.JPG" border="0" /&gt;Infine le danze aborigene. I danzatori non sembravano molto aborigeni all’apparenza ma il suonatore di didjeridoo (strumento tipico) era fantastico.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151161769471528050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yaVlnsTHI/AAAAAAAAAUQ/iSzbWbZKsLg/s200/PICT0304.JPG" border="0" /&gt;Siamo stati riaccompagnati a casa dagli amici di Peter e Julie che verranno in Italia a Luglio e che hanno modificato il loro piano di viaggio dopo che gli abbiamo fatto vedere alcuni siti italiani e che volevano ringraziarci (gli australiani sono gente fantastica).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Peter e Julie ci hanno infine portato a cena al ristorante giapponese Shogun a mangiare il Teppanyaki. La parola significa “cucina alla piastra”, un altro tipo di barbecue, praticamente, ma la vera sorpresa stava nello spettacolo. Eravamo seduti attorno al cuoco che, oltre a fare il giocoliere con coltello e forchettone, ogni tanto ci imboccava “al volo” con pezzetti di frittata o prendeva la saliera al volo con il cappello.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Uno spettacolo entusiasmante (che credo facciano da qualche parte anche in Italia ma che io non avevo mai visto) ed una cucina molto buona.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Vi proponiamo una foto dei nostri amici, con uno dei tre figli: David.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151161782356429954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3yaWVnsTII/AAAAAAAAAUY/fiEpcl2VHT0/s200/PICT0045.JPG" border="0" /&gt;Oggi avremmo voluto andare ad un parco di divertimenti (da queste parti abbondano) ma pioveva troppo e abbiamo rinunciato. Stamani abbiamo fatto il bucato e siamo andati a fare &lt;st1:personname productid="la spesa. Peter" st="on"&gt;la spesa. Peter&lt;/st1:personname&gt; e Julie hanno infatti chiesto ad Alessandra di fare la bruschetta per pranzo. Visto che non si fa niente, abbiamo detto, proviamo anche a fare qualcosa di italiano per cena. Cosa meglio della pizza, dato che Santi non mangia pasta?&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La bruschetta, fatta sia nella versione con il pomodoro che in quella con i fagioli e l’aglio strusciato sul pane, ha riscosso un enorme successo (e pensare che al pensiero dei fagioli gli australiani avevano sgranato tanto d’occhi).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Dopo pranzo, una passeggiata digestiva. Arrivati però a metà percorso (ovvero nel punto più lontano dalla macchina) si sia messo a piovere di brutto. Tornati alla macchina Gianni e Peter si sono levati la maglietta e l’hanno strizzata. Le ragazze si sono limitate ad avvolgersi in un asciugamano.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Tornati a casa, via con &lt;st1:personname productid="la pizza. Qui" st="on"&gt;la pizza. Qui&lt;/st1:personname&gt; il lievito di birra non esiste, quindi ci siamo dovuti adattare a quello secco e questo ha dato alla pasta una consistenza che non mi è piaciuta molto. Loro sono rimasti entusiasti ma siamo d’accordo che quando torneranno in Italia nel 2010, faremo loro assaggiare la pizza fatta in casa con i nostri ingredienti.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ed ora a letto, perché domattina si parte alle 7.20 per Melbourne. Per fortuna l’aeroporto è a 10 minuti da casa, così si parte alle 6.10.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci dispiace un po’ lasciare Peter e Julie perché sono stati incredibilmente gentili ed ospitali. Dall’altro lato siamo curiosissimi di vivere una settimana in una grande città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-2917594925302504423?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/2917594925302504423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=2917594925302504423' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2917594925302504423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2917594925302504423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/animali-cibo-e-pioggia.html' title='Animali, cibo e pioggia'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3w6k1nsS4I/AAAAAAAAASY/qCf4ZBvsnrg/s72-c/PICT0044.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-5460485431675122344</id><published>2008-01-03T11:00:00.000+01:00</published><updated>2008-01-03T02:05:13.219+01:00</updated><title type='text'>Integrazione...</title><content type='html'>Questo posto è una piccola integrazione a quello del 1° gennaio.&lt;br /&gt;Preciso per Prempa che Finger Food è semplicemente “cibo che si può prendere con le dita”. Potrebbe tranquillamente essere tradotto con stuzzichini. Viene molto usato anche in Italia ed anche nei banchetti ed è un termine che ho imparato dalla mia fantastica moglie cuoca.&lt;br /&gt;La seconda cosa importantissima da dire, infatti, è che la sua bruschetta ha spopolato durante la festa di Peter e tutti hanno voluto la ricetta. Julie ha chiesto ad Ale di preparare un po’ di bruschetta. Il pane che abbiamo dovuto usare era tipo quello di grano duro del Mulino Bianco ma, tostato in forno, non era così male. Alessandra l’ha guarnito con aglio e pomodoro fresco e gli australiani sono stati entusiasti. Mi chiederete: e l’olio d’oliva? Non ci crederete ma questo è un paese civile, non come America o Inghilterra. Hanno buon olio d’oliva e per di più di produzione locale. Tendono sempre ad usare i dressing (le salsine) per l’insalata, ma pazienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-5460485431675122344?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/5460485431675122344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=5460485431675122344' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/5460485431675122344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/5460485431675122344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/integrazione.html' title='Integrazione...'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-7689645996548846444</id><published>2008-01-01T13:06:00.000+01:00</published><updated>2008-01-03T08:39:40.815+01:00</updated><title type='text'>Il primo dell'anno</title><content type='html'>Eccoci qua, siamo nel 2008: chi da più tempo, chi da meno ma ormai dovrebbero esserci arrivati tutti.&lt;br /&gt;Per la cronaca qui abbiamo festeggiato sul fuso orario +10, quindi siamo stati preceduti sicuramente dalle Samoa e dalla Nuova Zelanda e forse anche da qualche paese dell'ex-URSS, ma non so bene.&lt;br /&gt;Oggi è stata una giornata molto tranquilla ma anche molto piacevole. Stamani, dopo aver salutato gli italiani che festeggiavano il capodanno e dopo aver dato da mangiare ad un pellicano che nuotava pacifico sul canale davanti a casa, siamo stati con Peter e Julie a vedere le onde. &lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151042382265600818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3wtwVnsSzI/AAAAAAAAARw/D6nu_1v3g20/s200/PICT0004.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ancora niente surf e niente nuoto, però è sempre uno spettacolo meraviglioso. Oggi inoltre tirava un vento incredibile che ogni tanto alzava la sabbia e ce la gettava addosso (in pratica ci siamo riempiti di sabbia). &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se volete vedere di più cliccate sul video girato da Peter &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=WtrMx3P-s_I"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=WtrMx3P-s_I&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Al largo un tizio faceva "para-surf": in pratica era su un surf legato ad una specie di acquilone. Se aveste visto vento e mare avreste convenuto con me che era pazzo.&lt;br /&gt;Al ritorno, Julie ci ha preparato una fantastica colazione all'inglese: frutta, bacon, toast, uova all'occhio di buoe, verdure grigliate, altro toast con burro salato e marmellata, caffé o té (in quest'ordine).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151042395150502722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3wtxFnsS0I/AAAAAAAAAR4/fuy82QxO7dw/s200/PICT0016.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151046647168125778" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3wxolnsS1I/AAAAAAAAASA/HdEsToXbikM/s200/PICT0020.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151046651463093090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3wxo1nsS2I/AAAAAAAAASI/9CBvQrzgrxE/s200/PICT0027.JPG" border="0" /&gt;In pratica abbiamo finito di far colazione alle 11.30. Julie ci ha detto che si è trattato di un brunch. Infatti, visto che poco dopo le 14 sarebbero arrivati gli amici di Peter, poi avremmo passato tutto il pomeriggio a smangiuchiare.&lt;br /&gt;Verso le 13 Julie ha cominciato a preparare salsine e vari tipi di finger food. Alle 14.30, in effetti, sono arrivati alla spicciolata amici e vicini. Ognuno portava qualcosa da mangiare per tutti e qualcosa da bere per se e per il padrone di casa (una cosa abbastanza curiosa, in effetti).&lt;br /&gt;Abbiamo conosciuto una coppia molto simpatica che verrà in Italia a fine luglio. Abbiamo iniziato a parlare dandogli qualche dritta. Santi si è improvvisato agenzia di informazioni turistiche e gli ha parlato così bene e così entusiasticamente di Catania e della Sicilia da fargli considerare un cambio di programma. Peter e Julie sicuramente, al loro prossimo viaggio in Italia, hanno deciso che andranno in Sicilia.&lt;br /&gt;Il pomeriggio è passato a spelluzzicare (brucare, come dicono loro) e quindi non c'è stato bisogno della cena.&lt;br /&gt;Quando siamo rimasti da soli Peter ci ha insegnato il Nuka (sempre che si chiami così), gioco di carte piuttosto simpatico che credo farà felice Leo. Suo figlio ci ha poi insegnato un gioco in cui vedo un campione potenziale in Nanni: sempre con le carte, ma servono riflessi prontissimi e una gran velocità.&lt;br /&gt;Insomma, una giornata tranquilla ma divertente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-7689645996548846444?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/7689645996548846444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=7689645996548846444' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7689645996548846444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7689645996548846444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2008/01/il-primo-dellanno.html' title='Il primo dell&apos;anno'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3wtwVnsSzI/AAAAAAAAARw/D6nu_1v3g20/s72-c/PICT0004.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-3303750565594542860</id><published>2007-12-31T21:15:00.000+01:00</published><updated>2007-12-31T12:17:34.193+01:00</updated><title type='text'>Giornata piovosa</title><content type='html'>Oggi è stata una giornata piovosa e mia moglie è meteoropatica (o meteoro-antipatica, come le dico sempre io), quindi niente foto.&lt;br /&gt;In realtà non abbiamo fatto cose che richiedessero molte foto. Dovevamo andare al Corrumbine Sanctuary (una specie di parco naturale con centinaia di animali che vengono regolamente nutriti e che possono essere osservati ad orari regolari (giustappunto durante i pasti). Con la pioggia però non era troppo il caso, quindi abbiamo cambiato programma e Peter e Julie ci hanno portato alla spaccio della Billabong (un marchio australiano molto in voga tra i surfisti). Ale non è rimasta soddisfatta perché non ha trovato niente di abbastanza colorato e non abbiamo preso.&lt;br /&gt;Ho visto una cosa fantastica: un costume in tinta unita sul quale compare un disegno quando lo bagni. Però non avevano la mia misura.&lt;br /&gt;Prima di arrivare allo spaccio, Julie ci ha portato a visitare la sua scuola, la All Saints Anglican School. Devo dire che ne valeva la pena.&lt;br /&gt;Visto che oggi non ci è successo molto ed io sono un grafomane, ora vi beccate la palla sul sistema scolastico australiano. Se non vi interessa, saltate le prossime righe. Peter e Julie ci hanno spiegato che qui si comincia ad andare a scuola a 5 anni (qualcuno anche a 4). Dopo la Primary School, in cui tutte le materie sono obbligatorie, si continua con la Secondary School. Non esistono diverse scuole, come da noi: devi però scegliere le materie che vorrai frequentare. Le uniche materie obbligatorie sono Inglese ed Educazione Fisica e devi scegliere un tot di materie (mi par di ricordare 7 o 9). In pratica ti costruisci la tua specializzazione ed una sola scuola ospita tutte le specializzazioni.&lt;br /&gt;Questo è possibile anche perché in Australia ci sono solo 25 milioni di persone, incredibilmente distribuite.&lt;br /&gt;Julie ci ha spiegato che, poiché la scuola abbraccia un territorio molto vasto, ospita circa 1.600-1.800 studenti e contiene sia la scuola primaria che la secondaria.&lt;br /&gt;La scuola è privata ed è una vera e propria cittadella. Ci sono due piscine (quella per i piccoli e quella per i grandi), due palestre, le aule computer (questa scuola ha 600 PC con Windows per uso degli studenti), la mediateca (qui tengono invece alcuni MAC, perché più adatti), le aule tecniche (non ho visto i laboratori scentifici ma le aule per la lavorazione del legno e quelle con i torni sono meravigliose), l'aula magna e non so più cos'altro.&lt;br /&gt;Un esempio su tutti: l'aula di Julie, che insegna cucina, ha 6 postazioni di lavoro per gli studenti (che quindi sono a gruppi di quattro) ed una telecamera che riprende quello che lei fa e lo riproietta su uno schermo in modo che tutti gli studenti possano vederlo. Ogni postazione di lavoro ha il proprio forno e 4 fornelli (oltre al tagliere, etc). L'aula di cucito (obbligatorio, come la cucina, alla scuola primaria sia per maschi che per femmine) ha una postazione con macchina da cucire per ciascuno studente.&lt;br /&gt;Ovviamente la scuola è privata e quindi si paga per andarci. Non ho foto da mostrarvi, ma credo che possiate cercarvi il sito della scuola, tanto per dare un'occhiata.&lt;br /&gt;Sulla strada del ritorno, Peter e Julie ci hanno lasciato a Surfers Paradise. Si tratta di una cittadina turistica (pure troppo): meta dei surfisti di tutto il mondo, meta dei diciottenni australiani che finiscono il liceo e si fanno un viaggio di due settimane a fine novembre (sì, qui la scuola inizia a metà gennaio e finisce a novembre, le vacanze sono un po' sparpagliate), meta di quelli che seguono la formula Indy perché uno dei circuiti è l'autostrada della Gold Coast.&lt;br /&gt;Oggi al mare non c'è nessuno perché non si può nuotare né fare surf (a causa del mare grosso) e quindi sono tutti all'interno dei centri commerciali.&lt;br /&gt;Ci facciamo un giro e compriamo due costumi (uno per Santi ed uno per me), mangiamo, altro giro per cercare un regalo per Peter (che domani compie 58 anni). Infine torniamo a casa.&lt;br /&gt;Serata tranquilla: fuori piove e non c'è niente da fare, quindi stiamo a casa a guardare il capodanno a Sydney (che sarà un'ora prima per via dell'ora legale).&lt;br /&gt;Per ora auguriamo un&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-family:lucida grande;"&gt;BUON CAPODANNO A TUTTI E FELICE NUOVO ANNO!!!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-3303750565594542860?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/3303750565594542860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=3303750565594542860' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/3303750565594542860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/3303750565594542860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/giornata-piovosa.html' title='Giornata piovosa'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-8210330332486206300</id><published>2007-12-31T01:00:00.000+01:00</published><updated>2008-01-03T02:07:35.159+01:00</updated><title type='text'>Springbrook e Byron Bay</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ieri siamo andati a Springbrook. E’ un luogo che dista meno di un’ora di macchina da Palm Beach ma è in montagna.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La prima destinazione della mattina è stata il sentiero delle Purling Brook Falls. Si tratta di un sentiero circolare di circa &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:metricconverter st="on" productid="5 km"&gt;5 km&lt;/st1:metricconverter&gt; che va dalla cima alla base della cascata.&lt;/p&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3dRY1nsSgI/AAAAAAAAAPY/jcwm-_8sJsQ/s1600-h/DSCN1587.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149674186073721346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3dRY1nsSgI/AAAAAAAAAPY/jcwm-_8sJsQ/s200/DSCN1587.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;All’inizio del sentiero, se non fosse per il fatto che ci sono palme ed alberi di felce, potrebbe sembrare un bosco della Toscana. Man mano che scendiamo e che il fondo della cascata si avvicina, il paesaggio inizia a diventare di nuovo quello della foresta pluviale: palme ed alberi incredibilmente rigogliosi, vegetazione lussureggiante, fichi strangolatori che formano intrecci lacoontici con gli alberi ospite, alberi che sono stati colpiti dal fulmine ed hanno fori nella corteccia grandi da poter ospitare una persona e cicale che fanno un rumore continuo ed assordante.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149678085904026130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3dU71nsShI/AAAAAAAAAPg/wTejQtJBOYg/s200/DSCN1589.JPG" border="0" /&gt;Sì, perché nel frattempo le nuvole che c’erano stamani si sono diradate, è uscito il sole e fa più caldo. Scendendo si sente cantare l’uccello “frustino”, così detto per il verso che finisce con quello che sembra il rumore di un frustino.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;La cascata si è progressivamente avvicinata ed ora ci siamo praticamente sotto. Lo spettacolo è, come sempre, mozzafiato ma con una novità: il percorso prosegue dietro la cascata.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Andando avanti scopriamo che il sentiero è chiuso per lavori e quindi invece di finire il giro, torniamo indietro.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149731717160651298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eFtlnsSiI/AAAAAAAAAPo/uiBgsDm3Tr0/s200/DSCN1600.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149733637011032642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eHdVnsSkI/AAAAAAAAAP4/KxiutpYXsvo/s200/PICT0128.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149735921933634146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eJiVnsSmI/AAAAAAAAAQI/LX2ZgQBWPhQ/s200/PICT0186.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149733624126130738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eHclnsSjI/AAAAAAAAAPw/fyKG6Vw_uyA/s200/PICT0119.JPG" border="0" /&gt;La cosa è interessante, anche perché sulla via del ritorno vediamo cose nuove, ad esempio dei gufi, (che riusciamo a fotografare) ed un kookaburra: è un uccello dal verso simile a quello di un pollaio (nel senso che fa il verso di 10 galline tutte insieme). Non siamo riusciti a fotografarlo.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149735913343699538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eJh1nsSlI/AAAAAAAAAQA/6l-iaNeJ7tE/s200/PICT0168.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Una seconda cascata che troviamo è praticamente un velo d’acqua che scorre lungo il muro. E’ bellissimo. Risalendo non si può fare a meno di guardare il cielo che mi stupisce ogni giorno di più: oggi è un cumulo di nuvole con sprazzi di azzurro qua e là. Ogni tanto piove per pochi minuti e poi smette.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149737055805000322" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eKkVnsSoI/AAAAAAAAAQY/rB90CM0obgw/s200/PICT0275.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Tornati alla macchina, ci mettiamo in cerca della casa di alcuni amici di Peter e Julie. Stanno ristrutturando una casa da queste parti ed hanno preso quella vicina in affitto in modo da fare i lavori con maggiore tranquillità. La casa in ristrutturazione è fantastica, sia per come la stanno arredando, sia per la visuale che ha davanti: si vedono le montagne ed, in lontananza, tutta la costa.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ci offrono il tè e Julie ne approfitta per tirar fuori le tartellette fatte la sera precedente e riempite con il &lt;i&gt;lemon curd&lt;/i&gt;. Sono quasi le 11.30. Mi par di essere diventato un hobbit: colazione, passeggiata nel bosco, seconda colazione, altra passeggiata (però più breve), pranzo e così via.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Comunque, mentre stiamo lì a mangiare le tartellette, arrivano uccelli strani: il &lt;i&gt;butcher bird&lt;/i&gt;, uccello macellaio, detto così perché si mangia gli altri uccelli; invece delle molliche gli tirano i pezzetti di carne che lui afferra al volo (sarà abituato con le mosche). Poi ci sono degli uccelletti azzurri (sembra la mamma con i piccoli perché li imbocca, ma i piccoli sono più grossi della mamma) che mangiano pane ammollato nell’acqua.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ripartiamo ed andiamo a cercare il “Belvedere Migliore” (non scherzo, si chiama proprio così &lt;i&gt;Best of All Lookout&lt;/i&gt;). Non lo troviamo ma facciamo il pic-nic previsto a Goomoolahra. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149737047215065714" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eKj1nsSnI/AAAAAAAAAQQ/IXBD2X5h0mQ/s200/PICT0202.JPG" border="0" /&gt;Qui, le aree attrezzate per pic-nic sono davvero attrezzate: barbecue pubblici con legna offerta dal Parco Nazionale, tavoli con panche, addirittura una casetta coperta per quando piove. Noi ci facciamo i panini (pomodoro, mostarda (senape, non mosto), formaggio a fette, prosciutto cotto),&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;mangiamo un po’ di frutta (banane, ciliegie, uva, pesche nettarine) e via, per il sentiero delle “Cascate Gemelle”.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149738271280745106" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eLrFnsSpI/AAAAAAAAAQg/Id_20I6AC7M/s200/PICT0277.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Questo sentiero è sconosciuto ai nostri amici e quindi ci fermiamo a guardare le mappe che, di tanto in tanto, troviamo sul sentiero con l’indicazione “Voi siete qui”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Questo sentiero è diverso dal precedente. Si parte sempre dalla cima della cascata, ma qui la foresta è già molto tropicale. Ritroviamo gli alberi con le radici a forma di vela per attaccarsi bene alle rocce, i fichi strangolatori, gli alberi caduti, ecc.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Inoltre questo sentiero è contornato, sul lato sinistro, da una parete di roccia, che a volte forma nicche e passaggi dall’aspetto curioso.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Qui inoltre è tutto molto fangoso. Io e Santi ci siamo portati solo i sandali, gli altri sono con le scarpe da ginnastica. Sob.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Le cascate qui sono, se possibile, ancora più belle ed il sentiero ci passa sempre dietro. Quante sono? Ho perso il conto. Forse sempre la stessa che incrociamo più volte.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il sentiero è pieno di colori e rumori nuovi. Talvolta passiamo sotto un arco di roccia o ci sediamo sotto una pensilina che un tempo era rifugio degli aborigeni. Anche Peter e Julie restano stupiti della bellezza di questi luoghi.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Al termine del circuito il sentiero attraversa il fiume. Dalla passarella vediamo alcuni granchi (?) che lottano per il territorio e riusciamo a fotografarli. Julie dice che sono molto rari. Ne sono rimaste poche centinaia nel mondo.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149738275575712418" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eLrVnsSqI/AAAAAAAAAQo/tWdZqZMnDtc/s200/PICT0329.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Siamo fortunati, come con il tempo: a Cairns, dove eravamo qualche giorno fa, ora è in corso un ciclone. Qua gli effetti sono limitati: tempo nuvoloso con possibili piogge (per fortuna quasi mai quando siamo all’aperto) e mare agitato.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Ultima tappa, il &lt;i&gt;Natural Bridge&lt;/i&gt; un arco naturale al di sotto del quale vivono una serie di vermi fluorescenti che producono luce per attirare gli insetti e papparseli.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il sentiero è molto facile e fin troppo frequentato. Il momento migliore per vedere i vermi sarebbero le 7 di sera, ma siamo già stanchi ora e quindi ci accontentiamo dei tre puntini luminosi che ci appaiono. Troviamo però un bellissimo lucertolone lungo una ventina di centimetri che si presta alle nostre foto. Ne avevamo visto anche un nero (che qui chiamano &lt;i&gt;triglia di terra&lt;/i&gt;) lungo mezzo metro che però si era molto offeso per il fatto che Gianni l’aveva quasi pestato prima che Alessandra lo vedesse ed era scappato.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149746951409650370" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eTkVnsSsI/AAAAAAAAAQ4/CP9DAJvsfFk/s200/PICT0350.JPG" border="0" /&gt;A quest'ora, nonostante sia tardi, il cielo è un po' più chiaro e si intravede la costa in lontantanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149746947114683058" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eTkFnsSrI/AAAAAAAAAQw/M7ClpTv0NnE/s200/PICT0332.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;A casa: doccia, cena a base di toast-sandwich e a nanna. Siamo più che cotti.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Stamani siamo stati a Byron Bay. Inizialmente eravamo partiti per andare a vedere i mercatini hippie, ma probabilmente abbiamo sbagliato giorno, o forse orario. Fatto sta che abbiamo fatto una lunga passeggiata al faro (ebbene sì, un altro e bello anche questo).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Sulla scogliera c’era un vento incredibile: a volte facevamo fatica a far stare ferma la macchina fotografica.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149748974339246802" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eVaFnsStI/AAAAAAAAARA/daP-3J92jco/s200/PICT0018.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;Il mare oggi è bellissimo: il ciclone che sta imperversando al nord (siamo ai tropici in fondo e ci sono abbastanza abituati), provoca mare agitato inadatto al surf per inesperti. Ci vogliono tavole corte e riflessi prontissimi poiché le onde sono brevi e veloci. Peter, che nonostante li porti in una maniera spettacolare avrà 58 anni martedì, preferisce le tavole da surf lunghe, che sono più adatte per onde più lunghe e lente, che ti danno il tempo di decidere cosa fare.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Il mare è così mosso che non ci arrischiamo a fare il bagno. I nostri amici ci dicono che loro, che vengono qui solo d’estate, non hanno mai visto questo tratto di mare così agitato. Di solito è liscio come un olio.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149748978634214114" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eVaVnsSuI/AAAAAAAAARI/CunbWkRdSLs/s200/PICT0027.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Le onde si infrangono sugli scogli e la schiuma bianca, mescolandosi all’acqua grigia (perché riflette il cielo) gli dà una sfumatura grigioverde. Il vento, qui sempre forte, piega le piante che, sul crinale della collina sulla quale si erge il faro, hanno imparato chi comanda e crescono già con i rami che formano un arco. Così il vento può passare.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Alla fine del sentiero ci rendiamo conto che è allagato. Alessandra si bagna i pantaloni e li toglie (tanto sotto ha il costume e qui si può andare in giro abbastanza casual). Poi facciamo una passeggiata sulla spiaggia e fotografiamo i surfisti (e Santi guarda le surfiste, di cui pubblichiamo foto per far invidia a Zu’ Saro).&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149750387383487218" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eWsVnsSvI/AAAAAAAAARQ/1bZITkYk7w0/s200/PICT0059.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149750395973421826" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eWs1nsSwI/AAAAAAAAARY/AdKQf_yO7L4/s200/PICT0062.JPG" border="0" /&gt;A proposito, lo sapete come arriva qui Babbo Natale? Guardate la decorazione su questa casa.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149753965091244818" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3eZ8lnsSxI/AAAAAAAAARg/1c7TOIEtfDM/s200/PICT0081.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Un kebab, un ultimo sguardo al cielo e via verso casa. Al supermercato Alessandra si accorge che Peter è scalzo: lo dicevamo, no, che si può andare in giro casual. Scoop: al supermercato hanno il &lt;i&gt;cremor tartaro&lt;/i&gt;, una specie di lievito che sia l’Artusi che il nostro libro di dolci inglese citano spesso e che in Italia si trova solo nei negozi specializzati.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;A cena: &lt;i&gt;noodles&lt;/i&gt; con pollo e verdure. Cibo asiatico (i noodles sono una specie di spaghetti, li fanno anche i ristoranti cinesi italiani) cucinato da Julie, la quale è dotata di tutta una serie di salsine che non abbiamo mai visto prima e che cucina nello wok su un fornello collegato al fantastico barbecue a gas.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Santi ieri alla domanda: “Ti è piaciuto il barbecue?” ha risposto: “Mi ci metterei macari iu e mi mangiassi” (non sono sicuro di aver riportato fedelmente, ma il senso si capisce: gli è piaciuto).&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-8210330332486206300?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/8210330332486206300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=8210330332486206300' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8210330332486206300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8210330332486206300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/springbrook-e-byron-bay.html' title='Springbrook e Byron Bay'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3dRY1nsSgI/AAAAAAAAAPY/jcwm-_8sJsQ/s72-c/DSCN1587.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-6243584764536940100</id><published>2007-12-29T01:02:00.000+01:00</published><updated>2007-12-29T14:25:31.930+01:00</updated><title type='text'>In Gold Coast</title><content type='html'>Riconsegniamo la macchina ed al check-in ci informano di un ritardo di tre ore. “Ci dispiace, abbiamo cercato di contattare tutti”. Facciamo la faccia feroce, come da consigli di Claudio (il nostro amico aero-consulente), e prima che apriamo bocca per dire qualsiasi cosa ci procurano tre buoni pasto da 8 dollari ciascuno (meglio che niente e poi ci bastano per la cena due tè e una cioccolata).&lt;br /&gt;Arriviamo alle 22 a Brisbane, con il povero Peter che ci attende da almeno mezz’ora. Alle 23.30 siamo a casa sua e andiamo di corsa a letto.&lt;br /&gt;Qui la cosa funziona diversamente: i padroni di casa saranno a casa con noi. Li abbiamo conosciuti in Italia (sono simpaticissimi) e vogliono guidarci nel nostro tour della Gold Coast.&lt;br /&gt;Stamani ci siamo svegliati con calma e siamo usciti con Peter e Julie per una breve camminata (circa 5 km). I figli erano andati a fare surf ma, secondo Peter, non era la giornata migliore.&lt;br /&gt;La passeggiata passa per un parco naturale su un promontorio e ci vengono mostrati molti degli alberi che avevamo già visto ma con alcune peculiarità. Un esempio per tutti: qui la maggior parte degli alberi ha radici che escono dal terreno e sembrano vele: sul promontorio non c’è molta terra e gli alberi si sono adattati a stare in equilibrio in questo modo sul versante, per non cadere verso il mare.&lt;br /&gt;Al ritorno ci hanno preparato la classica colazione australiana. Todd, il secondo figlio, ripartito nel pomeriggio per Melbourne, ha aiutato Julie a tagliare le verdure, dimostrando una notevole abilità con i coltellacci da cucina (evidentemente Julie, che per mestiere insegna economia domestica, è davvero una brava maestra).&lt;br /&gt;Nel frattempo Peter accende il barbecue. Ebbene sì, qui anche la colazione si cucina sul barbecue, non sulla parte a griglia (dove si fa rigorosamente solo la carne per pranzo e cena), ma sulla parte con piastra.&lt;br /&gt;Prima il bacon, tolto solo quando è ben croccante, poi le verdure e le uova ad occhio di bue dentro speciali formine. Se l’uovo lo vuoi ben cotto, lo rigirano con la paletta. &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149381677326027202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ZHWlnsScI/AAAAAAAAAO4/2SSF5bm-5Gs/s200/PICT0044.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente pane tostato, caffè sbobbone o tè, marmellata, burro salato.&lt;br /&gt;Fantastico. Per pranzo faremo una cosa leggera… &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149384589313853938" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ZKAFnsSfI/AAAAAAAAAPQ/klVWa6agK5A/s200/PICT0061.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dimenticavo: vengono a colazione qui anche due pappagalli variopinti, che vengono nutrii&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149381673031059890" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ZHWVnsSbI/AAAAAAAAAOw/8ECXq4IP_-k/s200/PICT0017.JPG" border="0" /&gt;Dopo colazione, ampio giro sulla spiaggia e bagno nell’oceano ondoso. Qui non abbiamo fatto foto significative. Come puoi fotografare l’infinito, il vento sul viso, il calore del sale sulla pelle, l’odore del mare? Non si può. Spero solo che queste sensazioni non lascino ma il nostro cuore. &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149383481212291538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ZI_lnsSdI/AAAAAAAAAPA/oaCG6XjSpI0/s200/PICT0023.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La passeggiata ha avuto un risvolto culturale: ho scoperto che su questa costa sono state affondate navi dai tedeschi sia nella prima che nella seconda guerra mondiale (l’Australia è sempre stata alleata della Gran Bretagna). E che anche qui festeggiano il 25 aprile, The Anzac Day, nel quel le forze unite di Australia e Nuova Zelanda hanno sconfitto i tedeschi a Gallipoli (ma guarda tu, vien fuori che ci hanno liberato loro. E noi che finora abbiamo idolatrato gli americani…). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Alessandra trova un pellicano e lo fotografa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;A pranzo panini con gamberoni e avocado. Alla faccia del pranzetto leggero. Ma la cena, ci dicono, sarà una cosa veramente ridicola.&lt;br /&gt;Nel pomeriggio Julie, organizzatissima e cortesissima, tira fuori tutti i depliant che ha per aiutarci nel programmare questa settimana. Domani andremo sul monte Tambourine, se ci assiste il tempo. Poi si vedrà.&lt;br /&gt;Prima di cena ci facciamo un giro sulla spiaggia: il mare è ancora più meraviglioso ed agitato. In lontananza uno strano arcobaleno. Strano, eppure non piove. Ok, abbiamo capito l’antifona: al mare piove e tra poco pioverà anche qua. Rientriamo.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149384585018886626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ZJ_1nsSeI/AAAAAAAAAPI/vmjwdKopuXI/s200/PICT0077.JPG" border="0" /&gt;A cena un insalata con tutto: pomodori, pera, formaggio, peperone rosso, carote, cipollotto fresco, lattuga. Dressing fatto in casa sotto forma di salsina di yogurt, mostarda (senape, non mosto) e aceto balsamico. Di contorno: pollo arrostito al barbeque. Meno male era una cena leggera.&lt;br /&gt;Dopo cena, documentario sulla Great Ocean Road e poi Julie ha fatto il Lemon Curd per domattina. Ragazzi!!! E’ una delle cose più buone che abbia mai assaggiato. Una crema grassissima al limone.&lt;br /&gt;Siccome da sola non si può mangiare, ha fatto anche le tartine di frolla da riempire.&lt;br /&gt;Fantastico.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-6243584764536940100?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/6243584764536940100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=6243584764536940100' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/6243584764536940100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/6243584764536940100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/in-gold-coast.html' title='In Gold Coast'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ZHWlnsScI/AAAAAAAAAO4/2SSF5bm-5Gs/s72-c/PICT0044.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-3739447986840351539</id><published>2007-12-27T14:30:00.000+01:00</published><updated>2007-12-29T14:00:30.839+01:00</updated><title type='text'>Ultimo giorno a Cairns</title><content type='html'>&lt;div&gt;Abbiamo passato il giorno di Natale abbastanza in panciolle: a giro era tutto chiuso, il tempo non era dei migliori e volevamo riposarci. Quindi, a parte un po’ di chiacchiere con le famiglie e le coccole al gatto, non abbiamo fatto niente di natalizio.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Ieri, qui era il Boxing Day (nessun idea su cosa voglia dire ma ci informeremo) e siamo andati a fare una gita (in auto) nella foresta pluviale, lungo i fiumi Mossman e Daintree.&lt;br /&gt;Lungo la strada si sono avute le prime avvisaglie di quanto fitta sia la foresta più a nord: ad un tratto il cielo è stato oscurato dal famoso canopy o baldacchino della foresta: chiome degli alberi così fitte da non lasciar passare la luce (come avevamo già detto) e la spiaggia ha iniziato ad essere invasa dalle piante. Oltre la spiaggia, fin dentro il mare, arrivano le mangrovie, piante in grado di filtrare il sale dall’acqua marina e di espellerlo dalle foglie. Le frequenti piogge provvedono poi a lavarlo via.&lt;br /&gt;Ci siamo fermati a Mosmann (stavolta città) per vedere il Mosmann Gorge, ovvero la gola che il Mosmann (fiume) si è scavato tra le rocce.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149033260989040914" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3UKeFnsSRI/AAAAAAAAANg/2xTMFjxruCc/s200/PICT0287.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Il paesaggio è come al solito stupendo e qui ci si può persino fare il bagno nel fiume, quando il tempo lo permette. Gianni però non è troppo in forma e quindi non preme per il bagno. [Ebbene sì, mi sono preso tosse, raffreddore e forse influenza, per entrare ed uscire dal frigo. Mi spiego: nella casa in cui siamo ospitati il frigo è una stanza nella quale, con tutti gli scaffali, ci si sta comodamente in tre. Così se devi prendere qualcosa devi entrare completamente nella stanza].&lt;br /&gt;Anche qui abbondano le leggende ed i collegamenti con le simbologie. La montagna oltre la gola è chiamata Majal Dimbi dagli aborigeni. Significa “montagna che trattiene”. Una roccia di forma umana rappresenta Kubirri, un dio che è venuto in aiuto delle popolazioni locali e trattiene con il suo corpo uno spirito malvagio che le perseguitava. Kubirri è conosciuto anche come Il buon pastore. Sono sempre più impressionato dalle leggende aborigene.&lt;br /&gt;Sono impressionato anche dai colori fantastici degli insetti. Come ve la immaginereste voi una libellula? Qui hanno varie tonalità di blu.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149034674033281330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ULwVnsSTI/AAAAAAAAANw/p0iaECiWKsI/s200/PICT0276.JPG" border="0" /&gt;Facciamo una breve passeggiata sulle passerelle nella foresta. Ci colpisce particolarmente un ponte che sembra sorretto solo da corde e che non può portare più di 20 persone. Gianni lo fanno salire da solo.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149033265284008226" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3UKeVnsSSI/AAAAAAAAANo/92AOz-zfFg8/s200/PICT0294.JPG" border="0" /&gt;Prossima fermata: il traghetto sul Daintree. Il traghetto porta una ventina di auto al massimo e si muove lungo un cavo tirato da un capo all’altro del fiume.&lt;br /&gt;Un cartello avverte: attenzione, pericolo di inondazioni, non scendere dalla macchina. Il fiume, tra l’altro, è frequentato da coccodrilli.&lt;br /&gt;Scesi dal traghetto iniziamo a capire cosa vuol dire essere circondati da foresta fitta. Sta piovendo ed il cielo è scuro, dobbiamo accendere i fari. Imbocchiamo la strada per Cape Kimberly. E’ sterrata ma possiamo farcela.&lt;br /&gt;Scesi dalla macchina, attraversiamo una stradina circondata da mangrovie. AHHHHH!!! Alessandra ha visto un ragno gigante passare da un mangrovia all’altra. Gianni ha visto solo qualcosa di grosso che si muoveva. Scopriremo più avanti che probabilmente era solo un granchio.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149034682623215938" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ULw1nsSUI/AAAAAAAAAN4/c68rP9epCVQ/s200/PICT0318.JPG" border="0" /&gt;Sul momento acceleriamo verso la spiaggia. E’ molto bella ma la luce non è delle migliori.&lt;br /&gt;E’ quasi ora di pranzo e vogliamo mangiare al Dragonfly a Cape Tribulation. Saltiamo quindi tutto ciò che c’è da vedere nel mezzo. Lo vedremo al ritorno.&lt;br /&gt;Ad un certo punto, troviamo una fila di macchine. Non è normale: qui passa un’auto ogni mezz’ora. Alessandra scende per capire cosa è accaduto: la strada è allagata e non si può passare. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149035975408372050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3UM8FnsSVI/AAAAAAAAAOA/Jl2JZGHgCEA/s200/PICT0331.JPG" border="0" /&gt;I fuoristrada e i pulmini passano lo stesso. Poi si arrischia anche qualche auto più bassa. Un pulmino a noleggio si ferma in mezzo al flusso d’acqua e non riesce più a ripartire. Un paio di energumeni lo spingono fuori prima che riusciamo ad arrivare in aiuto e riparte senza problemi.&lt;br /&gt;Un auto segue timidamente il pulmino e passa indenne. Santi, che ne capisce più di me di auto, mi dice che quel modello è più basso dell’auto che abbiamo noi. Ok. Allora passo anche io. Nessun problema ma abbiamo un quesito: riusciremo a tornare indietro? Non se continua a piovere.&lt;br /&gt;Andiamo a pranzo. E’ il Boxing Day, quindi hanno solo barbecue: bistecca o hamburger oltre all’insalata. Non ci poteva andare meglio. La carne è ottima e l’insalata è molto particolare: Noodles, carotine, insalata, caponata (in Toscana la chiameremmo peperonata, ma non ci hanno messo peperoni, quindi trovo più indicato il termine siciliano) di aglio intero e melanzane. Tutto molto buono.&lt;br /&gt;Il ristorante è tutto in legno ed ha una terrazza che si affaccia direttamente sulla foresta pluviale. Cibo e spettacolo in un colpo solo.&lt;br /&gt;Dopo pranzo torniamo subito indietro. Siamo troppo preoccupati per l’allagamento. Per fortuna la situazione è incredibilmente migliorata e passiamo senza alcun problema.&lt;br /&gt;Ora possiamo fermarci. Cow Bay è un’altra spiaggia molto bella. Poi tocca al Daintree Discovery Centre. E’ un posto in cui le passerelle sono poste a varie altezze ed in cui una torre ti porta fino al famoso baldacchino o tetto della foresta pluviale.&lt;br /&gt;Qui si potrebbero vedere uccelli variopinti, se fossimo venuti da marzo a settembre o anche moltissimi animali se fossimo all’alba o al tramonto. Epperò sono le 14 del 26 dicembre e non si vede un …beep………&lt;br /&gt;Non è vero. Riusciamo a fotografare dei magnifici ragni tropicali.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149035979703339362" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3UM8VnsSWI/AAAAAAAAAOI/HtrRsXB9x0g/s200/PICT0385.JPG" border="0" /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149037555956337010" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3UOYFnsSXI/AAAAAAAAAOQ/tJZdlUN8jr4/s200/PICT0391.JPG" border="0" /&gt;Per inciso, visto che qui hanno tutti il fuoristrada, hanno pensato bene di adeguare i dossi. Date un po’ un’occhiata a questo.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149037564546271618" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3UOYlnsSYI/AAAAAAAAAOY/eJ24HtCj2jA/s200/PICT0400.JPG" border="0" /&gt;Tornando ci fermiamo al belvedere di Alexandra Range, ma ormai abbiamo gli occhi pieni di meraviglie e questo non ci sembra gran che.&lt;br /&gt;Sulla strada invece l’oceano ci regala ogni tanto qualche scorcio mozzafiato e ci fermiamo a fotografare.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149038432129665426" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3UPLFnsSZI/AAAAAAAAAOg/zEGp7ozdYD0/s200/PICT0430.JPG" border="0" /&gt;Tornando a casa ci aspetta una brutta sorpresa: la pioggia torrenziale ha mandato in corto circuito qualcosa e nelle prese di corrente non c’è corrente. Telefoniamo ai padroni di casa ma pare che non sia un comportamento ricorrente, quindi ci dobbiamo arrangiare. Durante la notte sentiamo uno strano segnale d’allarme che non riusciamo ad identificare. Quello e le rane (che si stanno godendo come matte l’acquazzone tropicale in corso) ci svegliano di continuo.&lt;br /&gt;Stamani Gianni ha un illuminazione: stacchiamo tutte le leve del quadro generale e riattacchiamole una alla volta. Così capiremo cosa non va. L’idea sembra buona: funziona così bene che è tutto attaccato e funziona tutto. Curioso. Forse troppo carico? Forse si è asciugato qualcosa? Chissà.&lt;br /&gt;Facciamo due lavatrici ed un asciugatrice (ebbene sì, qui i panni si mettono nell’asciugatrice, anche perché da dopo l’acquazzone tropicale abbiamo il 98% di umidità e vorrei vedere voi a farli asciugare con metodi naturali).&lt;br /&gt;Alla fine, una volta staccato tutto, la corrente si stacca di nuovo. Riapplicando il metodo precedente (stacco tutto e riattacco una cosa alla volta) scopriamo che il problema è dato dalle prese cui sono attaccati computer, microonde e TV. Tenendo staccato il generale di quelle prese, il resto funziona.&lt;br /&gt;Alle 14.30 impacchettiamo e partiamo: l’aereo parte alle 17, dobbiamo fare il check-in alle 16, restituire la macchina e Gianni è parecchio (oh, ma parecchio!!!) rompiscatole con il non fare tardi.&lt;br /&gt;A proposito, ancora non vi abbiamo fatto vedere la foto del ragno di casa. Eccola qua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5149378258532059554" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3ZEPlnsSaI/AAAAAAAAAOo/vYcFtHxv7lU/s200/PICT0006.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-3739447986840351539?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/3739447986840351539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=3739447986840351539' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/3739447986840351539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/3739447986840351539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/ultimo-giorno-cairns.html' title='Ultimo giorno a Cairns'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3UKeFnsSRI/AAAAAAAAANg/2xTMFjxruCc/s72-c/PICT0287.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-8025392198016981963</id><published>2007-12-25T11:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-25T02:30:55.595+01:00</updated><title type='text'>Buon Natale</title><content type='html'>Questo Natale è strano. Ci manca la famiglia e le cose che facciamo di solito (anche se quando le facciamo, le riteniamo di routine).&lt;br /&gt;Anche per gli altri è così. Ieri sera, parlando con Francesca, mi ha detto: “Non è come sempre: di solito ci siete tu ed Alessandra che state dietro a mamma, così io e Santi possiamo cazzeggiare”.&lt;br /&gt;Non sentiamo molto l’atmosfera del Natale, qui fa caldo e non è quello a cui siamo abituati.&lt;br /&gt;Riusciamo a sentire tutti un po' dopo la loro mezzanotte. Qui da noi sono già le 11.&lt;br /&gt;Comunque buon Natale a tutti voi ed un bacione da Alessandra, Santi e Gianni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-8025392198016981963?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/8025392198016981963/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=8025392198016981963' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8025392198016981963'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8025392198016981963'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/buon-natale.html' title='Buon Natale'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-7780961558522337228</id><published>2007-12-24T23:37:00.000+01:00</published><updated>2007-12-25T07:48:31.457+01:00</updated><title type='text'>Kuranda e Atherton Tableland</title><content type='html'>Ieri abbiamo passato la giornata a Kuranda, che la guida descrive come un villaggio tipico nella foresta pluviale. Siamo partiti alle 9 con Skyrail, una funivia le cui cabine (che qui chiamano: gondole) passano poco più in alto della&lt;span style="font-size:0;"&gt; &lt;/span&gt;cima degli alberi della foresta pluviale. &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147700536932059010" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BOXVnsR4I/AAAAAAAAAKY/eqr6oCBsiEQ/s200/DSCN1209.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Santi ha scoperto a Green Island che nella macchina fotografica di Ale e Gianni, oltre al tempo di esposizione, si può regolare anche l’apertura del diaframma ed ora fa foto a raffica. E bisogna dire che gli vengono piuttosto bene.&lt;br /&gt;Prima tappa: Red Peak. Siamo sulla cima della collina vicino Cairns. Scendiamo dalla cabina e ci incamminiamo su una passerella che ci porta dritti in mezzo alla foresta pluviale. Lo spettacolo è ancora più bello che a Green Island: qui la foresta è incredibilmente densa di vegetazione. Le chiome degli alberi formano un intrico che perfino la luce del sole fatica a penetrare.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147697435965671282" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BLi1nsR3I/AAAAAAAAAKQ/iM2Lp2lHcrk/s200/DSCN1180.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;I cartelli informativi spiegano che tra le piante del sottobosco vi è una continua lotta per catturare i pochi raggi di sole che arrivano e che solo alcune piante parassite, arrampicandosi sugli altri alberi, riescono a raggiungere questo tetto vegetale. Quando, di tanto in tanto, un albero cade, si forma un foro in questa volta verde e la luce penetra improvvisa. Allora semi che attendevano di germogliare anche da interi anni, esplodono e le piante fanno a gara per riempire quel foro e garantirsi la luce solare necessaria alla propria sopravvivenza.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Riprendiamo &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="la funivia. Seconda"&gt;la funivia. Seconda&lt;/st1:personname&gt; tappa: Barron Falls. Questa cascata è completamente diversa da quella che abbiamo visto nel Victoria: il fiume precipita da una parete completamente rocciosa e non da una parete coperta di foresta. I soliti cartelli informativi narrano la leggenda aborigena di queste cascate: il serpente sacro dal colore dell’arcobaleno passava da queste terre per portare agli abitanti degli altopiani le conchiglie del mare ed esserne ripagato con opali splendenti. Gli uomini-uccello, per rubare le conchiglie, uccisero il serpente, ne divisero il corpo in 7 parti e le dispersero lungo il percorso dagli altopiani al mare. Ovunque le 7 parti si posarono nacque una cascata e l’arcobaleno che si forma su di essa, rende onore alla memoria del serpente.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Questa leggenda aborigena mi richiama alla mente alcune simbologie provenienti da altre religioni: il corpo di Osiride fu diviso in 7 parti dal fratello Set che lo aveva ucciso; il serpente color arcobaleno era sacro agli aztechi e credo se ne possano trovare altre. Tutte le leggende degli aborigeni provengono da quello che loro chiamano &lt;i&gt;Il tempo dei sogni&lt;/i&gt;. Forse c’è stato un tempo nel quale i sogni di tutti gli uomini erano gli stessi? Allora forse tutti erano uguali e c’è speranza per il futuro? Se aprirò un forum di filosofia, ricordatemi di metterlo tra gli argomenti. Ora continuiamo.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ultima tappa: Kuranda.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La guida aveva quasi ragione: è un tipico villaggio &lt;i&gt;per turisti&lt;/i&gt; nella foresta pluviale. Kuranda è quasi deludente: i suoi mercatini tipici hanno oggetti aborigeni prodotti industrialmente e venduti da bianchi, si possono trovare incensi indiani e paccottiglia varia come in qualsiasi altro mercatino etnico del mondo. Non penso sia colpa della globalizzazione, ma solo del cattivo gusto degli acquirenti. Mi ci metto anche io, ovvio. In fondo sono un turista.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Torniamo ai motivi per cui è deludente Kuranda: la guida dice che si possono osservare i koala al centro che li ospita e persino farsi fare una foto con loro o con un canguro.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Tutto vero. Peccato che questi koala siano in 5 sopra un finto albero di eucalipto, un po’ spelacchiati, con la gente che gli rompe costantemente le scatole. Puoi pagare 15 AUD (dollari australiani) per una foto con il koala in braccio (e a forza di maneggiarli, sfido che sono spelacchiati) e portarti a casa il tuo ricordino. A Phillip Island i koala erano tenuti rigorosamente lontani dai turisti, erano liberi di scegliersi il proprio albero sul quale stare da soli.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Stesso vale per i canguri: è possibile dar da mangiare agli wallabi (parenti dei canguri) che sono nel centro. Però tutti gli danno da mangiare. Sono stesi, mezzi intontiti dal caldo e dal pasto continuo che, quando arriviamo noi, ormai snobbano.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Insomma, più uno zoo che un centro di protezione. Pare che i proventi vadano ad aiutare la protezione degli animali.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La camminata per la foresta pluviale (abbiamo cercato più di mezz’ora per trovarla) è bella, ma ormai siamo stanchi dal tanto girare e, soprattutto, erano così belle le passerelle dello Skyrail, che non siamo così entusiasti come forse avrebbe meritato il paesaggio.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il ritorno, per cambiare, lo facciamo con il Kuranda Scenic Railway, un trenino stile ottocento che passa su una vera ferrovia del 1800, costruita in contemporanea al primo insediamento in queste zone ed alla diga sul fiume Barron che fornisce gran parte dell’energia elettrica di Cairns.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il nome del treno è completamente meritato. E’ un po’ scomodo ma facciamo un viaggio quasi altrettanto avvincente di quello fatto in funivia.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;A parte la ricostruzione perfetta del treno, si attraversano paesaggi incredibili, si vedono le cascate da un altro punto di vista, si scoprono alberi che prima non si erano visti ed una voce narrante racconta la storia di ogni singolo tratto di ferrovia.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147702650055968658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BQSVnsR5I/AAAAAAAAAKg/Karx8a4uVko/s200/PICT0458.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Torniamo a casa piuttosto stanchi ed un po’ preoccupati: Smookie, il gatto che ci hanno lasciato i padroni di casa, non vuole saperne né di entrare in casa, né di mangiare il suo cibo.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Quando Alessandra accende il barbecue, comincia a fare le fusa e a strusciarsi. Gianni, dopo cena, tenta di imbonirlo con un po’ di pane inzuppato nel sughetto della carne ma senza successo alcuno.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mentre &lt;st1:personname st="on" productid="Gianni e Alessandra"&gt;Gianni e Alessandra&lt;/st1:personname&gt; frescheggiano nel patio, dopo cena, si iniziano a sentire rumori inquietanti. Con un frullo d’ali, un uccello dalle gambe secche e lunghe e dal collo da giraffa (una cinquantina di centimetri di altezza in tutto) atterra caracollando in mezzo al patio e corre verso l’ingresso della casa. Un po’ di panico che però si dissolve alla scoperta che le zanzariere erano chiuse e non sarebbe mai potuto entrare. In compenso ci siamo ciucciati i suoi canti d’amore per tutta la notte.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Altro panico quando si sente uno strano rumore di passi e nessuno risponde. Ale e Gianni si rifugiano in casa. Smookie, che ci è abituato, non gira nemmeno la testa.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Stamani, al risveglio, troviamo una gradita sorpresa: &lt;st1:personname st="on" productid="la nostra Cicciuzza"&gt;la nostra Cicciuzza&lt;/st1:personname&gt; (quella che non è venuta) è su Skype e ci possiamo parlare (per la prima volta da quando siamo qui). Vorremmo parlare anche con mamma, ma in Italia è sera e mamma dorme già.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Meta di oggi, l’Atherton Tableland. I famosi altopiani dove si recava il serpente di cui sopra e che si trovano nell’interno, verso l’Outback (l’hinterland australiano).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ripassiamo nei dintorni di Kuranda e ci fermiamo in un parcheggio panoramico a fare foto di Cairns e dell’oceano.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Quando arriviamo vicino a Mareeba, a pochi chilometri da Kuranda, la foresta pluviale scompare di botto, come se qualcuno avesse chiuso il rubinetto dell’acqua in quel punto esatto. Ci sono alberi, ma pochi. Per terra grosse rocce che sembrano fatte di fango e che hanno una forma strana.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Non so se avete visto quelle statue di legno di uomini nodosi tutti arrotolati su se stessi che si vedono ogni tanto nei mercatini etnici. Ecco, immaginatevele fatte di fango e che rappresentino un koala invece che un uomo. Comunque queste rocce non sono state giudicate meritevoli di foto e quindi limitatevi ad immaginarle.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;All’ingresso di Mareeba un cartello inquietante: “Mareeba, 300 giorni di sole in un anno”. Oh, ma non si era al tropico? E la stagione delle piogge? Qui qualcosa non torna.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Comunque siamo qui per il &lt;i&gt;Coffee Works&lt;/i&gt;, prima tappa del nostro viaggio. Si tratta di un negozio-torrefazione-fabbrica. Chiediamo al punto informazioni e veniamo omaggiati di uno sconto del 10%.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Un inciso: ogni volta che andiamo ad un punto informazioni, ci chiedono da dove veniamo e se lo segnano. Visto che finora ci siamo fermati praticamente in ogni punto informazioni che abbiamo visto, quest’anno le statistiche registreranno oltre un milione di presenze di turisti italiani in Australia, ma un buon 40% sarà rappresentato da noi 3.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Al &lt;i&gt;Coffe Works&lt;/i&gt; ci fanno pagare 25 AUD di ingresso (meno il 10% di sconto) e ci assegnano un bicchiere ciascuno per poter fare i nostri assaggi mentre aspettiamo l’inizio della visita guidata. Ci sono 20 thermos di caffè e 4 di tè. Miscele australiane e caffè provenienti dai vari paesi del mondo. Scopriamo così che i chicchi arrivano qui, loro tostano, macinano e miscelano.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147704638625826738" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BSGFnsR7I/AAAAAAAAAKw/O_88JwVXqwo/s200/PICT0062.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;st1:personname st="on" productid="Il caffè"&gt;Il caffè&lt;/st1:personname&gt; del Nicaragua è una rivelazione. Quello australiano forte non è male (ma non è forte, ma qui in genere fanno sbobba lunga, non caffè).&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Comunque, per quanto leggeri, dopo 20 caffè in mezz’ora (anche se si trattava solo di assaggi) &lt;st1:personname st="on" productid="Santi e Gianni"&gt;Santi e Gianni&lt;/st1:personname&gt; accusano un po’ di tachicardia. Alessandra ha assaggiato solo quelli fortemente raccomandati dagli altri due.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La visita guidata è interessantissima: ci spiegano prima di tutto che le condizioni atmosferiche di Mareeba sono uniche e particolari. Questa zona è una specie di “tasca” tra la foresta pluviale e l’Outback. Di fatto, qui piove due mesi l’anno. Questo favorisce la coltivazione del caffè. Di qui il negozio.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Poi ci fanno vedere tutte le fasi della lavorazione e ci servono un assaggio di cioccolatini prodotti in loco. La cosa più fantastica è un cioccolatino aromatizzato con una pianta che sa di limone e che cresce solo in Australia.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Infine facciamo una visita libera al loro museo di arnesi correlati al caffè: tostatrici, macinini e caffettiere. Ce ne sono una quantità incredibile. Sembra che sia la più grossa collezione del genere nel mondo. Notiamo con orgoglio che quasi tutte le caffettiere sono di origine italiana.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147702654350935970" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BQSlnsR6I/AAAAAAAAAKo/dDjeQ4mokAU/s200/PICT0050.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Questa visita ci ha preso così tanto che abbiamo passato qui tutta la mattina.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ci rimettiamo in macchina ed in pochi minuti siamo sulle Tablelands. Il nome è incredibilmente appropriato: in alcuni punti queste terre sono una tavola senza fine. Il cielo azzurro è macchiato da nuvole bianche ed è ovunque. E’ tutto il cielo dell’oceano che è stato portato sulla terraferma.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Credo che sia quanto di più vicino alla definizione di immensità che io abbia &lt;st1:personname st="on" productid="mai visto. Qualche"&gt;mai visto. Qualche&lt;/st1:personname&gt; amico mi ha parlato di quanto sia particolare il cielo dell’Irlanda e forse è questo quello che intendeva.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Vorremmo immortalare in una foto tutto quello che vediamo ma non sappiamo da dove cominciare. Come più di una volta da quando siamo arrivati quaggiù ci guardiamo e ci diciamo: “Avrebbe dovuto esserci Maddalena”.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Stiamo ancora trattenendo il fiato per l’emozione quando arriviamo al &lt;i&gt;Curtain Fig Tree&lt;/i&gt;. I &lt;i&gt;Fig&lt;/i&gt;, o fichi strangolatori, sono piante parassite il cui seme si deposita su un albero e comincia a crescere nutrendosene. Come prima cosa fa crescere fino a terra le radici e, quando riceve anche il nutrimento dalla terra, cresce verso l’alto ed attorno all’albero ospite, strangolandolo con i suoi rami. In tal modo il &lt;i&gt;Fig&lt;/i&gt; non deve più dividere il nutrimento della terra con l’altro albero che, prima o poi, crollerà. Se nel crollare entrambi si appoggiano ad un altro albero nasce questa particolare configurazione, detta &lt;i&gt;Curtain Fig&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;In particolare questo è vecchio di 500 anni. Attorno ai due tronchi principali vi è una vera e propria cortina, un tendaggio di liane spesse e legnose (le radici del &lt;i&gt;Fig&lt;/i&gt; parassita) che lasciano penetrare un po’ di luce e forse qualche insetto all’interno, ma poco altro.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147708319412799458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BVcVnsR-I/AAAAAAAAALI/2wGkEscG7S8/s200/PICT0080.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Sembra di guardare un enorme vecchio seduto e pensoso, vestito solamente della sua barba lunghissima. A me ricorda &lt;st1:personname st="on" productid="la statua L"&gt;la statua &lt;i&gt;L&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;i&gt;’Appennino&lt;/i&gt; del Gianbologna. E’ come se quest’albero si dovesse svegliare da un momento all’altro ed ergersi su radici colossali, come il Barbalbero di Tolkien.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147704647215761346" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BSGlnsR8I/AAAAAAAAAK4/TTALqzvj6Rw/s200/PICT0079.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Di nuovo sulla strada. Un pranzo veloce e via al Milla Milla Circuit. Niente di automobilistico questa volta. Si tratta di un percorso circolare che porta a 3 cascate.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Le prime, quelle di Milla Milla, sono belle ma la gente ci viene a fare il bagno e quindi perdono un po’ la poesia della cascata nel luogo isolato.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Le Zillie Falls hanno un fascino più selvaggio, però le vediamo solo dall’alto. L’acqua, infrangendosi sulle rocce, vaporizza e forma uno strepitoso arcobaleno. Forse anche qui è stato lasciato un pezzo del serpente di Kuranda.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147708315117832146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BVcFnsR9I/AAAAAAAAALA/xzba97hoqcE/s200/PICT0120.JPG" border="0" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Infine le Ellinjaa Falls. Ecco qui siamo di nuovo nelle cascate della foresta pluviale. Meravigliose. Tutto intorno foresta e solo il rumore del fiume che scorre. Dei ragazzi che sono lì con noi si fanno anche il bagno ma noi passiamo.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147710582860564466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BXgFnsR_I/AAAAAAAAALQ/vlVvF7QjCVc/s200/PICT0127.JPG" border="0" /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Gianni e Ale si fanno il bagno però a Lake Eacham, un lago di origine vulcanica. L’acqua è fresca e ristoratrice.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Passiamo poi dai laghi Barrine e Tinaroo. Ormai siamo stanchi e le visite si abbreviano ogni volta.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147713009517086754" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BZtVnsSCI/AAAAAAAAALo/nxcZk61QWcY/s200/PICT0151.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Ma ogni volta troviamo qualcosa di veramente strano da fotografare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147710587155531778" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BXgVnsSAI/AAAAAAAAALY/JZEGxslN32U/s200/PICT0144.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Tornando verso casa ci fermiamo ad Atherton a fare &lt;st1:personname st="on" productid="la spesa. Arrivati"&gt;la spesa. Arrivati&lt;/st1:personname&gt; nuovamente sulla strada vicino a Kuranda, ci imbattiamo in uno scenario da sogno: la luna piena, subito sopra gli alberi, appare gigantesca. Arrivando al belvedere in cui ci siamo fermati la mattina troviamo la luna sopra Cairns e sopra l’oceano. Ci fermiamo a fare foto ma ci vorrebbe un cavalletto. Santi riesce comunque a fare alcune foto &lt;em&gt;sbreghis&lt;/em&gt; (come dice lui).&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147713005222119442" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BZtFnsSBI/AAAAAAAAALg/iK_Q7uHXTxc/s200/DSCN1439.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Nonostante il cielo un po’ nuvoloso, si vedono le stelle (e si vedono nonostante la luna piena e le luci di Cairns, segno che non vi è traccia di smog o foschia). Orione è strano ma me lo aspettavo: come tutti quelli che ascoltano Guccini, ero stato avvertito della &lt;i&gt;capovolta ambiguità di Orione&lt;/i&gt;. In effetti Orione, essendo bassa sull’orizzonte in Italia, si vede anche da questo emisfero. E’ l’unica costellazione che riesco ad avvistare. Il pugnale, naturalmente, è rivolto verso l’alto perché lo sto guardando da sotto.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La Croce del Sud mi sfugge totalmente, forse perché mi ostino a guardare solo le stelle più luminose. Spero in Peter e Julie che mi illuminino sulla posizione della costellazione più famosa di questo emisfero.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-7780961558522337228?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/7780961558522337228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=7780961558522337228' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7780961558522337228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7780961558522337228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/kuranda-e-atherton-tableland.html' title='Kuranda e Atherton Tableland'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3BOXVnsR4I/AAAAAAAAAKY/eqr6oCBsiEQ/s72-c/DSCN1209.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-8341604367206365388</id><published>2007-12-22T22:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-31T12:56:50.168+01:00</updated><title type='text'>Cairns e Green Island</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ok, ci siamo installati in casa. Più o meno tutto a posto, però sono indietro da matti con il blog, quindi riprendiamo dall’inizio.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ieri mattina ci siamo alzati alle 3, per andare a Melbourne a prendere l’aereo che partiva alle 7. Lo so, è presto. Però c’erano varie cosa da tenere in considerazione.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;1) Il fatto che da Barwon Heads a Melbourne ci sono oltre &lt;?xml:namespace prefix = st1 /&gt;&lt;st1:metricconverter productid="100 km" st="on"&gt;100 km&lt;/st1:metricconverter&gt; e qui nelle strade più grandi il limite è &lt;st1:metricconverter productid="100 km/h" st="on"&gt;100 km/h&lt;/st1:metricconverter&gt; (e quindi in quelle più piccole, il limite è più basso). Questo vuol dire che ci vuole almeno 1 ora è mezzo per arrivare all’aeroporto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;2) Il fatto che non sapevamo con precisione come arrivare.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;3) Il fatto che la sera che siamo tornati da Phillip Island siamo passati dal CityLink. Il CityLink è un pezzo di autostrada che circonda Melbourne ed l’unico pezzo di autostrada a pagamento che io abbia visto fino ad ora in Australia. Naturalmente non ci sono i caselli per pagare (rallenterebbero il traffico) ed hai parecchie soluzioni: aver comprato una carta prepagata (ma non sapevo che ci sarei passato), avere il telepass (non ce l’avevo), o telefonare al numero verde (ma dal mio cellulare italiano non si può).&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;4) Il fatto che dovevamo restituire la macchina alla Hertz.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Alla fine ce l’abbiamo fatta a fare tutto e c’è entrato anche la colazione ed il cambio Euro-Dollari allo sportello Cambi dell’aeroporto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Partiti puntuali. Arrivati puntuali alle 9.20. Sarebbero le 10.20 rispetto a quando siamo partiti, però nel Victoria hanno l’ora legale, nel Queensland no (sono a cavallo del tropico ed il numero di ore di luce e buio non varia così tanto da rendere conveniente il cambio di ora).&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;A Cairns l’organizzazione di tutto è un po’ meno svizzera (si vede che siamo in un posto dove puoi andare a farti il bagno tutto l’anno): in aereo ci hanno fatto nuovamente la paternale, dicendo che nel Queensland è proibitissimo far entrare cibarie o animali (a parte Gianni, che è consentito) o vegetali e che ci perquisiranno anche il… Arriviamo e, non solo nessuno ci perquisisce, ma non vediamo un doganiere nemmeno da lontano.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Andiamo a prenotare il solito shuttle che ci porterà sulla porta di casa (o albergo o cosa sia): prima aspettiamo più di mezz’ora dopo aver pagato poi, quando saliamo, l’autista si accorge che una persona deve andare in un posto che non è di sua competenza ed aspettiamo che un altro autobus lo venga a prelevare. Insomma, un gran pasticcio!!!&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5150103682803321634" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3jYA1nsSyI/AAAAAAAAARo/aRcpwciqOyk/s200/PICT0028.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Arriviamo infine al Gilligan (che si pronuncia Ghilligan, mi raccomando), l’ostello più mega-figo di tutta Cains. &lt;st1:personname productid="La Lonely Planet" st="on"&gt;La Lonely Planet&lt;/st1:personname&gt; lo definisce “Il Ritz di tutti gli ostelli”.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;In effetti il Gilligan merita un giro: tutta Cairns, per un motivo o per l’altro, passerà di lì. Hai la scelta tra camere da 4-6-8 posti o una sistemazione alberghiera (che costa 4-5 volte di più), all’interno ci sono: spazi comuni per cucinare, piscina, internet café, casinò, sala giochi, piscina, il night club più “in” della città (DJ di moda tutte le sere, festa con la schiuma il venerdì, gara di maglietta bagnata tutte le domeniche, ecc.).&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Dobbiamo aspettare fino alle 14 per fare il check-in, quindi prendiamo le chiavi (dopo le 22, tutti quelli che entrano devono avere la chiave: una chiave = un ingresso), molliamo i bagagli (con tanto di ricevuta) e ci facciamo un giro per la città.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Immaginate una normale città di mare, infilateci dentro tutti i film sulla California che avete visto, aggiungeteci gli australiani con surf e cappelloni di pelle, gli aborigeni con i &lt;i&gt;didjeridoo&lt;/i&gt; (strumenti a fiato tipici), negozi pieni di peluche di koala e boomerang, ed avrete una vaga idea di come è fatta Cains.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Compenetrato nel Gilligan c’è il mercato della frutta più popoloso e caratteristico che abbia &lt;st1:personname productid="mai visto. Vendono" st="on"&gt;mai visto. Vendono&lt;/st1:personname&gt; di tutto: dal cocco fresco (ci infilano una cannuccia e te lo vendono come bibita), al “Red Dragon” (che dicono abbia un sapore a metà tra fragola e cocomero, ma vi farò sapere dopo averlo assaggiato), a 20 varietà di papaya, di mango e passion fruit (20 per tipo, ovvio).&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147303407076001538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R27lLVnsRwI/AAAAAAAAAJY/_mgNgMjUFq4/s200/PICT0008.JPG" border="0" /&gt;Nella piazza principale della città campeggiano un albero di natale ed un fico strangolatore di proporzioni gigantesche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;La cosa più bella però è “The Lagoon”. Sulla “Esplanade” un parco antistante all’oceano, vi è una piscina enorme, dall’acqua incredibilmente pulita con profondità digradante da &lt;st1:metricconverter productid="10 cm" st="on"&gt;10 cm&lt;/st1:metricconverter&gt; a &lt;st1:metricconverter productid="1,5 metri" st="on"&gt;1,5 metri&lt;/st1:metricconverter&gt;. Il parco ha panchine, tavoli, alberi per l’ombra, barbeque pubblici per cucinare quello che volete.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ed anche da qui, prima o poi passano tutti.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E qui mi chiederete (perché io me lo sono chiesto, sia ben chiaro): che senso ha fare una piscina di fronte all’oceano?&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mi sono dimenticato di un piccolo particolare: qui, soprattutto in estate, non è troppo salutare fare il bagno nell’oceano. Niente di grave, eh! Solo che agli squali che normalmente girano, in questo periodo si aggiungono delle meduse dal veleno mortale. Le più pericolose sono grandi come l’unghia di un mignolo.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Arrivate le 14, ci fiondiamo a lasciare la nostra roba in camera e “Aaahhh….” esclama Alessandra entrando “Ci hanno dato una stanza non rifatta”.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;In effetti la stanza è un casino. Però siamo in un ostello ed abbiamo preso una stanza a quattro letti. Tre sono i nostri, il quarto è di Saeke, la giapponese più disordinata sulla faccia del pianeta. Sembra che abbia vuotato la valigia a caso sul suo letto e sul suo armadietto e che quello che non ci stava lo abbia messo in bagno.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ok, tanto ci stiamo solo una notte. Telefoniamo subito a Debi, la padrona della casa che ci ospiterà per questa settimana a Cairns, per metterci d’accordo. Ci troviamo da loro alle 18. Ok, che autobus ci porta? No, niente autobus. Ok, prendo un taxi. No, niente taxi. Ci risentiamo alle 17.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Nel frattempo facciamo un tuffo nella laguna e ci informiamo su come andare a Green Island il giorno dopo.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147304540947367698" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R27mNVnsRxI/AAAAAAAAAJg/pJAOvnMamDw/s200/PICT0015.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Alle 17 chiamiamo di nuovo: passerà a prenderci Ken, il marito, alle 18.30 davanti al Gilligan.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Mentre lo attendiamo, prenotiamo la gita a Green Island. Già, non ve lo avevo detto? Al Gilligan c’è anche un’agenzia di viaggi.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ken e Debi sono simpaticissimi ed hanno due meravigliosi bambini (di 9 e 12 anni). La casa è un po’ alla fine del mondo, ma è un sogno. La cucina-soggiorno è grande quanto la mia cucina ed il mio soggiorno. La dispensa (una stanza, attenzione) è grande quanto l’ingresso di casa mia. Il frigo (un’altra stanza) è grande quanto il mio sgabuzzino per le scope. Poi ci sono 4 stanze da letto (due per i ragazzi, una per i genitori ed una per gli ospiti). Nel mezzo corridoi e bagni (4 di cui 3 con vasca da bagno e/o doccia ed uno solo con la toilette e un lavandino).&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E questo è solo il dentro. Perché fuori hanno il patio con tavolo, sedie, barbeque, sofà, piscina, sterminato giardino con casa sull’albero per i ragazzi, pollaio, garage, alberi di mango e papaya e foresta tropicale subito oltre un cancellino.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ci invitano ad una cena a base di pizza e stuzzichini. Il piccolo dice alla mamma: “Mamma, non puoi servire pizza a degli italiani”. E’ un genio!!! Però la pizza è buona, anche se a me (Gianni) lascia un po’ perplesso quella “al barbeque” (non sto scherzando, è pizza con sopra pezzi di carne ed una strana salsina).&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Davanti alla zanzariera della camera da letto di Ken e Debi, che dal giorno dopo diventerà mia e di Ale, c’è una super ragnatela, con un ragno di circa &lt;st1:metricconverter productid="7 cm" st="on"&gt;7 cm&lt;/st1:metricconverter&gt;. Ken, vista la mia faccia, commenta: “Tranquillo, mangia solo insetti”.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Va beh, meglio la bestia fuori che le zanzare dentro.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Ah, a casa c’è anche Smookie, un gatto grigio fumo molto socievole.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Torniamo al Gilligan e ce ne andiamo a dormire. Questa mattina lasciamo di nuovo in custodia le valige, troviamo una macchina a noleggio per poter andare a casa la sera e ci imbarchiamo per Green Island.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;L’isola è detta così perché è, in effetti, verde. Si tratta di un isolotto di sabbia e roccia emerso dalla barriera corallina, su cui la foresta pluviale ha attecchito con parecchio successo. Abbiamo preso il pacchetto completo: snorkelling e gita sul sottomarino vetrato.&lt;/p&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147306001236248354" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R27niVnsRyI/AAAAAAAAAJo/dZGE_m82_tw/s200/PICT0062.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Arrivati all’isola ci danno maschera, boccaglio e tutina di lycra (la foto sul blog ve la risparmio, poi la farò vedere solo agli amici più fidati) perché qui le meduse non ci sono, però non si sa mai. In realtà a questa cosa abbiamo aderito solo io e Santi perché Ale non vuol saperne di stare con la testa sott’acqua.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Non sono tagliato per lo snorkelling. Vedo un monte di pesci, ma bevo come una spugna. Al secondo giro via pinne e tutina di lycra e torno in acqua senza usare il boccaglio. Meglio, ma i pesci li avevo visti anche prima.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Un giro veloce per l’isola su passerelle di legno (così non si sciupa il sottobosco). Tanto per intenderci, nella foresta tropicale il sottobosco è fatto da felci che stanno su tronchi simili a quelli delle palme e sono alti quasi come una persona. Ci sono uccelli buffissimi ed un continuo frinire di cicale.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Fa caldo ed è umido, in effetti, ma pensavo peggio.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Dopo pranzo, giro nel sommergibile a vetri (che è in pratica il sotto di una barca). Nella barriera corallina ci sono pesci di tutte le dimensioni e di tutti i colori che vi possiate immaginare. Siamo dentro un acquario al contrario (perché stavolta sottovetro ci siamo noi) ed è uno spettacolo mozzafiato.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Al ritorno trasferimento a casa nuova. Le rane (non ve lo avevo detto? Ci sono rane piccolissime e gechi di media grandezza che si aggirano per il patio) fanno quasi più confusione delle cicale. Pare che sia la stagione degli amori.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Il ragno è al suo posto.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;Smookie è un po’ seccato per il fatto che ci sono degli estranei, ma speriamo che si abitui.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;E ora a letto. Domani ci aspetta Kuranda.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-8341604367206365388?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/8341604367206365388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=8341604367206365388' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8341604367206365388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8341604367206365388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/cairns-e-green-island.html' title='Cairns e Green Island'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R3jYA1nsSyI/AAAAAAAAARo/aRcpwciqOyk/s72-c/PICT0028.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-7583854838018228707</id><published>2007-12-20T23:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T14:14:42.556+01:00</updated><title type='text'>Ocean Grove</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a name="OLE_LINK2"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="OLE_LINK1"&gt;&lt;span style=""&gt;Oggi siamo stati ad Ocean Grove (ridente cittadina vicina a Barwon Heads), abbiamo inserito un po’ di post sul blog da un internet point (scusate, mi sono distratto, sto scrivendo sul blog italiano o su quello inglese???)&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Comunque, abbiamo mangiato in un magnifico pub: The 7th wave (la settima onda). Ottimo il pasto molto carino il posto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Prima di uscire avevamo steso la seconda lavatrice. Mentre eravamo al pub il tempo si è rannuvolato ed è venuto giù, come suol dirsi, questo e quell’altro mondo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;Vento, pioggia, fulmini. Hanno iniziato a passare pompieri e polizia per i vari allagamenti, l’ombrellone di un bar di fronte al pub è volato su un paio di macchine parcheggiate. Ovviamente, appena a casa, abbiamo rimesso il bucato in lavatrice per una centrifuga perché era più bagnato di quando l’avevamo steso.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;A sera ci siamo visti Legend, rigorosamente in inglese (ma coi sottotitoli perché non ci si capiva nulla), comodamente spaparanzati sul divano. Mi sono stupito perché &lt;st1:personname productid="Alessandra e Santi" st="on"&gt;Alessandra e Santi&lt;/st1:PersonName&gt; non lo avevano &lt;st1:personname productid="mai visto. Poi" st="on"&gt;mai visto. Poi&lt;/st1:PersonName&gt; ho guardato la data sul DVD. E’ un film del &lt;st1:metricconverter productid="1985. Ha" st="on"&gt;1985. Ha&lt;/st1:metricconverter&gt; la stessa età di Santi. Urka quanto sono vecchio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-7583854838018228707?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/7583854838018228707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=7583854838018228707' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7583854838018228707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/7583854838018228707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/ocean-grove.html' title='Ocean Grove'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-8925167887401366560</id><published>2007-12-20T11:10:00.000+01:00</published><updated>2007-12-20T04:14:13.957+01:00</updated><title type='text'>Phillip Island</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R2nd-1nsRuI/AAAAAAAAAJI/xU0UwA012Gg/s1600-h/PICT0035.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145888120862688994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R2nd-1nsRuI/AAAAAAAAAJI/xU0UwA012Gg/s200/PICT0035.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R2nd_VnsRvI/AAAAAAAAAJQ/dCz7YifDv68/s1600-h/PICT0063.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145888129452623602" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R2nd_VnsRvI/AAAAAAAAAJQ/dCz7YifDv68/s200/PICT0063.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ieri ci siamo svegliati più tardi (il fuso è stato vinto dalla stanchezza).&lt;br /&gt;Ce ne andiamo a Queenscliff a prendere il traghetto verso, indovinate un po’, Sorrento.&lt;br /&gt;Beh, in effetti c’è una penisola, ed anche qualche casa arroccata sulla spiaggia, ma non può competere con la Sorrento italiana.&lt;br /&gt;Mangiamo Fish and chips. Il pesce è buono e le patatine sono in quantità più che industriale, ma le mosche sono così tante ed insistenti che dobbiamo rifugiarci in macchina per poter mangiare in pace.&lt;br /&gt;Poi via di nuovo alla volta di San Remo. Ebbene sì, è così che si chiama il posto da cui inizia il ponte per Phillip Island.&lt;br /&gt;Appena arrivati sull’isola ci fermiamo al Punto Informazioni (saggiamente posizionato all’interno di una fabbrica di cioccolato) ed acquistiamo i biglietti per il Koala Conservation Centre e per la Penguine Parade.&lt;br /&gt;Ci fermiamo prima a vedere i koala che, in effetti, vengono conservati molto bene. Da un percorso sopraelevato possiamo vederli sonnecchiare tra gli alberi e mangiare le foglie di eucalipto. In effetti, le foglie di eucalipto non sono molto nutrienti, per cui il ciclo dei koala comprende venti ore di sonno e quattro di attività in un giorno. Ecco perché Ale è stata chiamata koalasognatore agli scout.&lt;br /&gt;Facendo un giro tra i percorsi non sopraelevati vediamo un solo koala ma in compenso avvistiamo un piccolo canguro in lontananza e decine di pappagalli colorati.&lt;br /&gt;Ci rimettiamo in marcia e ci fermiamo in un posto imprevisto: il circuito di Phillip Island. E facciamo anche un incontro imprevisto: una ventina di canguri (adulti e cuccioli) in un recinto sotto un albero. Probabilmente vengono chiusi qui quando i visitatori sono ammessi a girare con le auto sul circuito.&lt;br /&gt;Poi è il turno dei Nobbies, rocce (sempre uso faraglioni) in mezzo al mare, sulla punta occidentale dell’isola. In lontananza si vede Seal Rock, zona di rifugio delle foche. E’ troppo tardi per farci un giro in traghetto per andarle a vedere. Pazienza.&lt;br /&gt;In compenso qui ci sono quasi più gabbiani che mosche. Riusciamo ad avvistare anche i nidi con le uova. E ci chiediamo: ma perché i gabbiani non si mangiano le mosche? Mistero.&lt;br /&gt;Andiamo a Cowes a cena. Entriamo in un posto che sembra un pub e ci troviamo in un locale che vuol sembrare fighetto ma ha le tovaglie di plastica ed il personale non troppo cortese. Comunque mangiamo bene e ci fiondiamo via di corsa per non far tardi all’appuntamento con i pinguini.&lt;br /&gt;Mentre ci avviciniamo al punto di osservazione, vediamo un pinguino minuscolo (sicuramente un cucciolo, pensiamo noi) che si aggira per i cespugli.&lt;br /&gt;Il punto di osservazione è una scalinata prospicente la spiaggia. La ranger ci da alcune indicazioni sul comportamento dei pinguini: arriveranno a gruppi all’imbrunire, si avventureranno sulla spiaggia in avanscoperta e poi si getteranno in acqua nuovamente. La spiegazione ufficiale è che fanno così per confondere i predatori, ma la ranger è convinta che si divertano un monte.&lt;br /&gt;Arriva il primo gruppo di pinguini: quello che avevamo visto non era un cucciolo. Sono tutti alti poco più di un gabbiano!!!&lt;br /&gt;Sono fantastici e fanno esattamente quello che ha detto la ranger: planano sulla spiaggia portati dalle onde, si avventurano incerti sulla battigia e poi corrono di nuovo tutti in gruppi in acqua.&lt;br /&gt;Dopo aver fatto questa pantomima per un paio di volte, si avventurano fino al primo gruppo di alghe, restano un po’ in osservazione e poi iniziano a correre (buffissimi) verso la collina cesupugliosa.&lt;br /&gt;Abbiamo visto l’arrivo di diversi gruppi di pinguini e poi siamo tornati verso il parcheggio. Dalle passerelle si potevano ancora vedere i pinguini passare ed andare verso le tane. Ogni tanto qualcuno si fermava incuriosito a guardare la gente (scommetto che tra se diranno: è divertentissimo guardare ogni sera quegli esseri buffi che passeggiano).&lt;br /&gt;Improvvisamente, tra i pinguini, è saltato fuori un canguro. Sembrava un po’ spaventato dalla gente e si è messo a quattro zampe, ci ha guardato per un po’ con diffidenza e poi, con due salti, è scomparso dalla vista.&lt;br /&gt;Purtroppo in quest’area le foto sono proibite: i flash infastidiscono i pinguini e la vendita delle foto da parte del Centro contribuisce al mantenimento dell’area.&lt;br /&gt;Ci siamo rimessi in strada alle 22.00 e siamo arrivati a casa alle 01.00 di notte: abbiamo dovuto fare il giro da Melbourne poiché, a quell’ora di notte, non ci sono più traghetti da Sorrento a Queenscliff.&lt;br /&gt;Oggi sarà dedicato al riposo ed ai blog.&lt;br /&gt;Ale ha fatto due lavatrici ed ora usciamo per fare un bagno e cercare un internet point.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-8925167887401366560?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/8925167887401366560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=8925167887401366560' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8925167887401366560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8925167887401366560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/phillip-island.html' title='Phillip Island'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R2nd-1nsRuI/AAAAAAAAAJI/xU0UwA012Gg/s72-c/PICT0035.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-2899717004059969921</id><published>2007-12-20T11:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-20T04:10:20.097+01:00</updated><title type='text'>Great Ocean Road</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;Ieri mattina ci siamo svegliati presto ed alle 8 eravamo già in auto, pronti a partire per la Great Ocean Road. Siamo partiti così presto che, arrivati al primo punto di informazioni (Torquay) ma lo abbiamo trovato chiuso: apriva alle 9.00 del mattino. Quindi siamo ripartiti. Lungo la strada verso Aires Inlet, nostra prima fermata, abbiamo avuto un assaggio dei meravigliosi scenari che ci attendevano ed abbiamo fatto alcune soste per le prime foto.&lt;br /&gt;Se la costa vicino a Barwon Heads era bellissima, qui è fenomenale. Dopo un promontorio ve ne è subito un altro, se possibile ancora più bello del precedente.&lt;br /&gt;Questa strada è fantastica: ha due corsie (una per ogni senso di marcia) ed un limite di velocità di 80 km/h (in media). Ogni tanto però ci sono degli spazi in cui un veicolo lento può farsi da parte (senza modificare significativamente la propria velocità) e farsi sorpassare. Dei cartelli esortano a pensare ai veicoli che seguono.&lt;br /&gt;Ci fermiamo ad Aireys Inlet per vedere il faro. Nel tratto di mare antistante si ergono tre rocce imponenti (tipo faraglioni): la Eagle Rock (forse in sezione ha la forma di un’aquila, ma non siamo così alti da vederlo), la Table Rock (molto bassa e piatta) e la Sentinel Rock, che si erge dalla costa come una sentinella. Sono un timido preludio ai Dodici Apostoli, che ci attendono più tardi.&lt;br /&gt;Fermata successiva: Lorne. Ormai non ci fermiamo più nelle aree di sosta per fare foto. Se lo facessimo non arriveremmo mai: qui è tutto fantastico.&lt;br /&gt;A Lorne l’ufficio informazioni è aperto e ci dicono tutto ciò che vogliamo sapere. Prima di tutto andiamo al Teddy’s Lookout. Un panorama. Bello ma ci aspettavamo di più.&lt;br /&gt;Poi andiamo alle Erskine Falls: una discesa di 250 gradini in mezzo alla foresta ci porta ad una cascata di 28 metri, completamente immersa tra gli alberi. Nonostante i cartelli consiglino di avventurarsi lungo il fiume solo se si è degli esperti bushwalkers, noi andiamo lo stesso. Ogni volta che pensiamo: "Ok, non si può andare più avanti di così", troviamo una famiglia con bambini o degli anziani che vengono da quella direzione e continuiamo. Ad un certo punto il sentiero finisce e ci fermiamo davvero.&lt;br /&gt;Qui il silenzio è totale: non si sentono nemmeno cantare gli uccellini. L’unico rumore è lo scorrere dell’acqua. &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145885681321264850" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R2nbw1nsRtI/AAAAAAAAAJA/PF0GWaitTpQ/s200/PICT0070.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Dopo una faticosa risalita, ce ne andiamo in spiaggia. Gianni piange perché non si è portato il costume.&lt;br /&gt;Pranzo in uno dei locali consigliati dalla guida (buonissimo ed inoltre facciamo una scoperta: spendiamo meno a mangiar fuori che a fare la spesa).&lt;br /&gt;Dopo pranzo troviamo un internet point e pubblichiamo i post scritti in precedenza: a Barwon Heads siamo molto male organizzati per internet e non abbiamo cercato un internet point.&lt;br /&gt;Ripartiamo da Lorne alla volta di Cape Otway. Arriviamo ad un altro faro. Le mosche, che già ci avevano perseguitato nelle precedenti fermate, qui sono in quantità industriale. Non possiamo fermarci un attimo senza venirne ricoperti. Vediamo velocemente la stazione del telegrafo e saliamo in cima al faro. Lassù, con un vento fortissimo, le mosche vengono spazzate via e ci godiamo un po’ di tranquillità.&lt;br /&gt;Scesi dal faro ci riassalgono finché non ci siamo barricati in macchina. Da ora in poi, non avremo più pace.&lt;br /&gt;Tornando verso la strada principale, ci fermiamo a fotografare i koala che sonnecchiano sui rami di eucalipto. Sono molto in alto ma riusciamo a vederli.&lt;br /&gt;A questo punto siamo ad un bivio: andiamo sull’Otway Fly (passerelle tra gli alberi) e torniamo domani per vedere i Dodici Apostoli, o continuiamo e concludiamo oggi la GOR?&lt;br /&gt;La seconda che hai detto.&lt;br /&gt;Così continuiamo fino Princetown e ci fermiamo al complesso dei Dodici Apostoli. Sembra di essere in una cartolina o in un sogno (mosche a parte, ovvio). Anche l’atmosfera è quella un po’ sfocata dei sogni, grazie all’effetto dell’acqua che viene nebulizzata dalle onde che si infrangono sugli Apostoli.&lt;br /&gt;A proposito, le rocce non sono dodici perché, lo stesso processo di erosione che li ha distaccati dalla costa, ne ha buttati giù alcuni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145884341291468466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R2nai1nsRrI/AAAAAAAAAIw/ZDCa_LLUWLA/s200/PICT0117.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Stessa sorte è toccata al London Bridge, altra formazione rocciosa più avanti, che ci fermiamo a vedere. Il Loch Ard Gorge, invece, arco di roccia scavato dalle acque, è intatto e meraviglioso. Ma non ne dubitavamo.&lt;br /&gt;Si è fatto più che tardi e ci rimettiamo in moto verso casa. Arriviamo attorno alle 9. Cena veloce e poi a nanna. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-2899717004059969921?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/2899717004059969921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=2899717004059969921' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2899717004059969921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2899717004059969921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/great-ocean-road.html' title='Great Ocean Road'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R2nbw1nsRtI/AAAAAAAAAJA/PF0GWaitTpQ/s72-c/PICT0070.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-8144284847410836311</id><published>2007-12-20T04:06:00.000+01:00</published><updated>2007-12-20T04:08:36.468+01:00</updated><title type='text'>Comunicazione di servizio</title><content type='html'>Cari protestatari, qui a Barwon Heads siamo senza internet, quindi quando ci connettiamo dobbiamo: guardare la posta, rispondere alle cose urgenti, pubblicare i post.&lt;br /&gt;Le foto arriveranno quando avremo internet comodo a casa.&lt;br /&gt;Baci.&lt;br /&gt;P.S. Per gli Eupolidi. Nessuna chiamata ne' mail per ora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-8144284847410836311?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/8144284847410836311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=8144284847410836311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8144284847410836311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/8144284847410836311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/comunicazione-di-servizio.html' title='Comunicazione di servizio'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-2508993088416980439</id><published>2007-12-16T21:01:00.000+01:00</published><updated>2007-12-18T04:02:30.702+01:00</updated><title type='text'>Ascolta, si fa sera</title><content type='html'>La dormita ristoratrice ha rimesso in forma Alessandra, che ha deciso: si va al promontorio.&lt;br /&gt;La spiaggia alla foce del fiume Barwon è meravigliosa, ma l’acqua è freddina e quindi niente bagno per oggi.&lt;br /&gt;Ci incamminiamo su un sentiero che va verso il promontorio e, nel giro di pochi metri, il panorama diventa spettacolare: siamo al limite della costa e l’oceano si apre interminabile di fronte a noi. Dall’alto del promontorio abbiamo l’oceano da un lato ed il niente dall’altro (Barwon Heads è niente in confronto alla distesa desertica del resto dell’Australia).&lt;br /&gt;Quando gli occhi si abituano al deserto (da entrambi i lati), si iniziano a distinguere i particolari: in lontananza sul mare si scorge il promontorio di Cape Otway (dove ci porterà il nostro viaggio sulla Great Ocean Road, fra qualche giorno) ed il faro di Point Lonsdale, vicino Queenscliff, nella baia di Melbourne. Dal lato della terra invece si scorgono case isolate ed un fantastico campo da golf.&lt;br /&gt;Una volta passato il promontorio, la sabbia lascia il posto alle rocce. In questo punto il vento e le correnti hanno portato via quasi tutta la rena sottile ed hanno iniziato a scavare la roccia, creando delle bellissime insenature. Le onde, piccole alla foce, si fanno sempre più imponenti. Siamo vicini a 13th Beach che ci dicono sia meravigliosa per il surf.&lt;br /&gt;Il vento è molto forte ed un gabbiano si mette in posa galleggiando a mezz’aria sulle nostre teste (poco oltre la lunghezza di un braccio) nel suo volo controvento.&lt;br /&gt;Ci rendiamo conto che il paesaggio che abbiamo visto qui non è che un timido preludio a quanto vedremo in seguito, ma l’emozione ci ha già sovrastati.&lt;br /&gt;Tornando al prosaico: a cena abbiamo assaggiato la frutta locale. Avocado, che Santi paragona al burro di noccioline (però più grasso e meno saporito), ed un mango perfettamente maturo, dolce e succoso. Se impareremo a sbucciarlo e a denocciolarlo sarà perfetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-2508993088416980439?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/2508993088416980439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=2508993088416980439' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2508993088416980439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2508993088416980439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/ascolta-si-fa-sera.html' title='Ascolta, si fa sera'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-9154104071962723960</id><published>2007-12-16T20:51:00.000+01:00</published><updated>2007-12-24T00:20:36.037+01:00</updated><title type='text'>Melbourne</title><content type='html'>&lt;div&gt;Oggi siamo stati a Melbourne. Ci siamo alzati alle 5 (fuso orario, non buona volontà) ed alle 7.30 eravamo fuori casa. Ci è andata piuttosto bene perché abbiamo preso al volo il bus della McHarry’s per Geelong ed a Geelong il treno (piuttosto pieno) della V-Line. Entrambi i servizi spartani ma efficienti.&lt;br /&gt;Già dalla stazione di Southern Cross ci rendiamo conto che la visita si preannuncia interessante: il tetto della stazione ha delle geometrie che sembrano essere uscite da un quadro di Escher ed alle quali le foto non rendono giustizia. &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147310566786484050" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R27rsFnsR1I/AAAAAAAAAKA/nGm3R6eoNYM/s200/DSCN0390.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Prima tappa: l’ufficio informazioni. La signora si rende subito conto che siamo stranieri e sfoggia un inglese lento e da manuale scolastico. Per la prima volta da quando siamo arrivati, riusciamo a capire tutto alla prima.&lt;br /&gt;Tira fuori una cartina, si informa in merito a quanto stiamo, e ci da tutti i consigli che possono essere dati ad un turista da un giorno: il quartiere commerciale, il quartiere cinese, il bus turistico gratuito, il tram circolare. Poi le dico che vorrei noleggiare un auto. Lei si informa riguardo a cosa mi serve e comincia a contattare i noleggiatori, spiegando per filo e per segno cosa io ho detto a lei.&lt;br /&gt;Qui la cortesia ha un retrogusto orientale: la signora telefona, dall’altro capo le rispondono, si informano su come sta, lei fa altrettanto e poi iniziano a parlare del motivo della telefonata (vedi l’egiziano Hamal in "Lezioni di cioccolato").&lt;br /&gt;Alla terza telefonata, si scopre che la Hertz ha una macchina disponibile (si avvicina Natale ed il mondo sta noleggiando automobili). Mi viene passata la signorina e mi metto d’accordo sui dettagli.&lt;br /&gt;Usciamo dalla stazione ed iniziamo a girare per Melbourne. La cartina viene assegnata a me (tanto Ale ce l’ha già stampata in testa). Al primo incrocio Ale e Santi mi costringono ad alzare gli occhi dalla cartina. Un palazzo in stile primi del novecento campeggia davanti a noi. Alzando ancora di più gli occhi vengo travolto dalla vista di due immensi grattacieli che incombono sulla città. Scoprirò poi che da lì se ne vedevano solo due, ma ce ne sono molti, molti di più.&lt;br /&gt;La città ci ricorda Francoforte: edifici antichi ed edifici nuovissimi gli uni accanto agli altri. Melbourne è però più grande e più viva della città tedesca.&lt;br /&gt;Iniziamo a girare come trottole: Flinders Street, Elizabeth Street, entriamo in centri commerciali che attraversano interi isolati (stile Rinascente) e sbucano nella strada accanto o addirittura, quando non basta un isolato, hanno una galleria sulla strada che li collega all’altro isolato (eh… ci voleva la Ludo). Ad un certo punto arriviamo ad una stradina incredibilmente stretta che separa due centri commerciali e che ospita il 30% dei caffè di tutta la città. Sembra di essere entrati in un suk arabo fatto solo di caffetterie: tavolini di bistrò parigini o di caffé italiani che prendono quasi tutta la strada (ecco perché è tanto stretta), camerieri che quasi ti prendono per mano per invitarti nel locale, ma sempre rispettando la tua privacy e la tua ritrosia. Alla fine della strada, oltre il "Caffè Duomo", c’è una galleria con il tetto a vetri, tipo quella in piazza Duomo a Milano. Vi sembrerà incredibile, ma non era brutto.&lt;br /&gt;Ancora in giro e sbuchiamo in Federation Square. Non credete a niente di ciò che vi possono dire. E’ fantastica.&lt;br /&gt;Dal lato della stazione sono in un disegno di fine ottocento, giro la testa e mi trovo nuovamente in un disegno di Escher. Edifici dalle forme improbabili, dalle geometrie indefinibili, dai colori sgargianti e tenui nello stesso momento. Su uno degli edifici che guarda la piazza principale, un Calendario dell’Avvento grande quanto tutto l’edificio. Si tratta di un enorme telo, fissato non si sa come all’edificio, sul quale sono dipinti dei riquadri con i numeri dei giorni del mese. Ogni giorno un riquadro si trasforma in una buffa figurina. Come facciano non lo so. Forse chiamano gli elfi di Babbo Natale.&lt;br /&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147310575376418658" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R27rslnsR2I/AAAAAAAAAKI/T12YJPGFm7E/s200/DSCN0414.JPG" border="0" /&gt;Ah, tra l’altro in piazza ci sono gli angeli per un qualche evento di beneficenza ed intorno tutti i bambini che li guardano estasiati (beh, devo dire che anche Santi…)&lt;br /&gt;Da una scala nella piazza si arriva al fiume e, attraverso il ponte, ai giardini del Re e della Regina. Però è tardi e decidiamo di andare a pranzo. Oggi si fa qualcosa di diverso: Chinatown.&lt;br /&gt;Arrivati a Chinatown siamo sommersi da odori e colori e non riusciamo a decidere. Entriamo a caso e capitiamo in un ristorante nel quale il menù è composto da camerieri che ti passano davanti con il carrello e ti chiedono se vuoi questo o quello.&lt;br /&gt;Mangiamo molto, spendiamo poco ma, tutto sommato, non siamo soddisfatti. Forse era meglio un bel kebab o una bisteccona australiana.&lt;br /&gt;Già che ci siamo, facciamo un salto alla Hertz per verificare di non aver fatto errori nella prenotazione. E’ tutto a posto, ma iniziamo ad essere stanchi. Gianni ha un’idea fantastica e dice "Vi guido io" e gli altri lo seguono (si sa, la stanchezza gioca brutti scherzi). Insomma: si va a prendere l’Autobus Turistico, però manchiamo la fermata di un buon mezzo km e ce ne accorgiamo solo quando il bus è in arrivo. Una corsa e… oplà… per la stazione.&lt;br /&gt;Ci facciamo un mezzo giro della città, giusto per tirare il fiato e verificare di aver visto tutto e scendiamo all’Altare della Rimembranza. Come credo si sia capito, la città è un coacervo di stili. Questo lo hanno fatto come il Mausoleo di Alicarnasso (de gustibus). L’interno dell’altare, invece è emozionante: un museo multimediale nel quale si raccontano le storie degli uomini e donne che hanno dato la vita nelle due guerre mondiali. Audiovisivi ed immagini che fanno commuovere (ed io non sono australiano).&lt;br /&gt;Usciamo e ci infiliamo nel giardino botanico. Troppe mosche, veniamo via quasi subito. Poi di nuovo sul bus. Facciamo un altro mezzo giro della città e torniamo alla Hertz a prendere la macchina. Alla reception sono gentilissimi: prima ci fanno il terzo grado su dove andiamo ora e dove andremo nei prossimi giorni, poi ci spiegano come uscire dalla città ed arrivare a Barwon Heads e poi ci riempiono di mappe e depliant della Great Ocean Road. Infine ci spiegano come arrivare all’aeroporto quando ce ne andremo.&lt;br /&gt;Andiamo a prendere la macchina: ci danno una Toyota Camry rossa. Ci staremmo comodi in 5 con cinque trolley. Mi avevano detto: classe intermediate. A Firenze, con la stessa classe, mi avevano dato una Fiat Idea. Ci si stava stretti in due con una valigia. Altra classe gli australiani. Ah, tra parentesi, qui ho speso meno di metà di quanto ho speso in Italia (fatte le dovute proporzioni per il tempo di noleggio).&lt;br /&gt;Il signore del garage si preoccupa: avete mai guidato una macchina con cambio automatico? Sì, perché? Ah, gli italiani hanno sempre problemi con il cambio automatico.&lt;br /&gt;Beh, in fondo siamo un popolo di poeti, santi e navigatori, mica di autisti. Altrimenti la Ferrari non la faremmo mica guidare a tedeschi e brasiliani.&lt;br /&gt;Comunque guidare in Australia è facile: dappertutto ci sono i cartelli che dicono Tenete la sinistra e In Australia si guida a sinistra e così via. Pensavo: ma se guidavano normale, quanto risparmiavano in cartelli stradali?&lt;br /&gt;Qui tutti rispettano i limiti di velocità e mi sono adeguato: li rispetto anche io. Beh, anche in Italia, a volte. Sta di fatto che arriviamo a Barwon Heads sani e salvi. Tutto bene per fortuna. Cena e nanna, domani ci aspetta la great ocean road.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-9154104071962723960?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/9154104071962723960/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=9154104071962723960' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/9154104071962723960'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/9154104071962723960'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/melbourne.html' title='Melbourne'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R27rsFnsR1I/AAAAAAAAAKA/nGm3R6eoNYM/s72-c/DSCN0390.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-4262802250168972293</id><published>2007-12-16T13:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-24T00:08:06.513+01:00</updated><title type='text'>Arrivo a Barwon Heads</title><content type='html'>Arriviamo ad Avalon (niente nebbia) e ci spostiamo in shuttle verso Barwon Heads. In realtà lo shuttle è un pulmino guidato da un signore anziano cui tremano le mani e che ci porta proprio davanti a casa.&lt;br /&gt;Troviamo subito Merryl che ci aspetta e ci presentiamo. Santi dice: "I’m Santi, Alessandra’s sister". Ok, il jet-lag si fa sentire. Santi con le mani in testa: "che ho detto…..".&lt;br /&gt;Merryl capisce subito e ci dice: "Non avete dormito. Venite che vi accompagno a casa".&lt;br /&gt;La casa è meravigliosa (porteremo un po' di foto per fare rabbia a Francy che non c’è). "Eh Eh Eh Eh…" (risata malvagggia di Santi): 3 camere da letto, bagno con idromassaggio, cucina/salotto, cortile con barbeque, ecc., ecc. &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147308732835448642" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R27qBVnsR0I/AAAAAAAAAJ4/LrN_VUBVPTQ/s200/PICT0056.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo al supermercato: ci sono cose che noi italiani nemmeno osavamo immaginare. Buste di pasta alla carbonara alle quali si deve solo aggiungere acqua, pizze precotte prosciutto ed ananas, milioni di tipi di merendine tipo Mars o Twix, popcorn colorati…. Volevamo offrire ai nostri exchangers una cena italiana, ma ci mancano gli ingredienti.&lt;br /&gt;Ora siamo sul divano, un po’ cotti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-4262802250168972293?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/4262802250168972293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=4262802250168972293' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/4262802250168972293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/4262802250168972293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/arrivo-barwon-heads.html' title='Arrivo a Barwon Heads'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R27qBVnsR0I/AAAAAAAAAJ4/LrN_VUBVPTQ/s72-c/PICT0056.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-5637863792612985677</id><published>2007-12-15T21:00:00.000+01:00</published><updated>2007-12-18T04:00:21.550+01:00</updated><title type='text'>Arrivati ma che fatica...</title><content type='html'>Partiti alle 6.40 del 14 dicembre: Ale ed io da Firenze in treno e Santi da Catania in aereo.&lt;br /&gt;Ci siamo incontrati in aeroporto, abbiamo sbrigato un po’ di cose (denunciare i computer in dogana, pranzo, etc.) poi ci siamo imbarcati.&lt;br /&gt;L’aereo parte alle 14.30 da Roma. Per prima cosa ci consegnano cuffie e menù per primo e secondo pasto.&lt;br /&gt;Il tempo passa bene ma su 10 ore, fino a Bangkok, avrò dormito mezz’ora. Ale e Santi invece ronfano beati. Però mi sono visto: Surf’s up (ho deciso, non sono fatto per il surf. Anche perché, senza la vela, dove mi reggo?), Harry Potter and the Order of Phoenix (ebbene sì, in inglese. Ma lo capivi, mi chiederete? Qualcosa qua e là) e The Bourne Ultimatum (questo invece l’ho capito tutto: è tanto se hanno detto tre parole. Nel frattempo ho dormito la famosa mezz’ora. Il film non era un gran ché).&lt;br /&gt;Arrivati a Bangkok, abbiamo aspettato un paio d’ore per imbarcarci sull’altro aereo. Di nuovo cuffie e menù: altri due pasti.&lt;br /&gt;In effetti c’è un problema di fuso orario, per cui loro ci danno da mangiare sia per l’ora di dove si parte che per l’ora di dove si arriva. Se tanto mi da tanto, al ritorno staremo digiuni due giorni.&lt;br /&gt;Arriviamo a Sydney, alle 22.30 del 15, con una gran paura per il bagaglio: avremo portato qualcosa di proibitissimo? Invece no, siamo stati bravi. Sono tutti gentilissimi ed in più il doganiere parla italiano.&lt;br /&gt;Trasferimento all’Airport Sydney International Inn. Non mi sentirei di consigliarlo agli amici ma è piuttosto economico.&lt;br /&gt;Il 16 mattina si parte per Melbourne Avalon (ci saranno le nebbie?).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-5637863792612985677?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/5637863792612985677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=5637863792612985677' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/5637863792612985677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/5637863792612985677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/arrivati-ma-che-fatica.html' title='Arrivati ma che fatica...'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2630998269511144302.post-2311865256969952145</id><published>2007-12-03T21:53:00.000+01:00</published><updated>2007-12-03T22:21:15.953+01:00</updated><title type='text'>Prima di partire</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R1RygEZP9zI/AAAAAAAAAIM/c91P5PPQd70/s1600-R/PICT0024.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5139858969997604658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R1RygEZP9zI/AAAAAAAAAIM/HxmtRk1ZDZY/s200/PICT0024.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Salve a tutti i nostri lettori. &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Questo è il nostro primo post e questi siamo noi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nell'ordine, da sinistra: Gianni, Alessandra, Santi e Francesca (che però non verrà in Australia).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A presto per nuove notizie.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2630998269511144302-2311865256969952145?l=unmeseinaustralia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/feeds/2311865256969952145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2630998269511144302&amp;postID=2311865256969952145' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2311865256969952145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2630998269511144302/posts/default/2311865256969952145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://unmeseinaustralia.blogspot.com/2007/12/prima-di-partire.html' title='Prima di partire'/><author><name>Gianni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04948261917261504648</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_MAdIE4zE8Kw/R1RygEZP9zI/AAAAAAAAAIM/HxmtRk1ZDZY/s72-c/PICT0024.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry></feed>
