sabato 29 dicembre 2007

In Gold Coast

Riconsegniamo la macchina ed al check-in ci informano di un ritardo di tre ore. “Ci dispiace, abbiamo cercato di contattare tutti”. Facciamo la faccia feroce, come da consigli di Claudio (il nostro amico aero-consulente), e prima che apriamo bocca per dire qualsiasi cosa ci procurano tre buoni pasto da 8 dollari ciascuno (meglio che niente e poi ci bastano per la cena due tè e una cioccolata).
Arriviamo alle 22 a Brisbane, con il povero Peter che ci attende da almeno mezz’ora. Alle 23.30 siamo a casa sua e andiamo di corsa a letto.
Qui la cosa funziona diversamente: i padroni di casa saranno a casa con noi. Li abbiamo conosciuti in Italia (sono simpaticissimi) e vogliono guidarci nel nostro tour della Gold Coast.
Stamani ci siamo svegliati con calma e siamo usciti con Peter e Julie per una breve camminata (circa 5 km). I figli erano andati a fare surf ma, secondo Peter, non era la giornata migliore.
La passeggiata passa per un parco naturale su un promontorio e ci vengono mostrati molti degli alberi che avevamo già visto ma con alcune peculiarità. Un esempio per tutti: qui la maggior parte degli alberi ha radici che escono dal terreno e sembrano vele: sul promontorio non c’è molta terra e gli alberi si sono adattati a stare in equilibrio in questo modo sul versante, per non cadere verso il mare.
Al ritorno ci hanno preparato la classica colazione australiana. Todd, il secondo figlio, ripartito nel pomeriggio per Melbourne, ha aiutato Julie a tagliare le verdure, dimostrando una notevole abilità con i coltellacci da cucina (evidentemente Julie, che per mestiere insegna economia domestica, è davvero una brava maestra).
Nel frattempo Peter accende il barbecue. Ebbene sì, qui anche la colazione si cucina sul barbecue, non sulla parte a griglia (dove si fa rigorosamente solo la carne per pranzo e cena), ma sulla parte con piastra.
Prima il bacon, tolto solo quando è ben croccante, poi le verdure e le uova ad occhio di bue dentro speciali formine. Se l’uovo lo vuoi ben cotto, lo rigirano con la paletta.



Ovviamente pane tostato, caffè sbobbone o tè, marmellata, burro salato.
Fantastico. Per pranzo faremo una cosa leggera…


Dimenticavo: vengono a colazione qui anche due pappagalli variopinti, che vengono nutrii
Dopo colazione, ampio giro sulla spiaggia e bagno nell’oceano ondoso. Qui non abbiamo fatto foto significative. Come puoi fotografare l’infinito, il vento sul viso, il calore del sale sulla pelle, l’odore del mare? Non si può. Spero solo che queste sensazioni non lascino ma il nostro cuore.

La passeggiata ha avuto un risvolto culturale: ho scoperto che su questa costa sono state affondate navi dai tedeschi sia nella prima che nella seconda guerra mondiale (l’Australia è sempre stata alleata della Gran Bretagna). E che anche qui festeggiano il 25 aprile, The Anzac Day, nel quel le forze unite di Australia e Nuova Zelanda hanno sconfitto i tedeschi a Gallipoli (ma guarda tu, vien fuori che ci hanno liberato loro. E noi che finora abbiamo idolatrato gli americani…).

Alessandra trova un pellicano e lo fotografa.


A pranzo panini con gamberoni e avocado. Alla faccia del pranzetto leggero. Ma la cena, ci dicono, sarà una cosa veramente ridicola.
Nel pomeriggio Julie, organizzatissima e cortesissima, tira fuori tutti i depliant che ha per aiutarci nel programmare questa settimana. Domani andremo sul monte Tambourine, se ci assiste il tempo. Poi si vedrà.
Prima di cena ci facciamo un giro sulla spiaggia: il mare è ancora più meraviglioso ed agitato. In lontananza uno strano arcobaleno. Strano, eppure non piove. Ok, abbiamo capito l’antifona: al mare piove e tra poco pioverà anche qua. Rientriamo.
A cena un insalata con tutto: pomodori, pera, formaggio, peperone rosso, carote, cipollotto fresco, lattuga. Dressing fatto in casa sotto forma di salsina di yogurt, mostarda (senape, non mosto) e aceto balsamico. Di contorno: pollo arrostito al barbeque. Meno male era una cena leggera.
Dopo cena, documentario sulla Great Ocean Road e poi Julie ha fatto il Lemon Curd per domattina. Ragazzi!!! E’ una delle cose più buone che abbia mai assaggiato. Una crema grassissima al limone.
Siccome da sola non si può mangiare, ha fatto anche le tartine di frolla da riempire.
Fantastico.

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